Il ritorno di Dan Evans: "Non mi farò mai più di cocaina"


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Il ritorno di Dan Evans: "Non mi farò mai più di cocaina"

"Se avete visto gli strascichi lasciati da un test antidoping, cosa fa alle persone, avrete abbastanza fiducia sul fatto che non prenderò mai più quella droga". Con questa affermazione Dan Evans inizia la sua intervista al Daily Mail alla vigilia del suo ritorno alle competizioni questo weekend al Challenger di Glasgow, 12 mesi dopo l'assunzione di cocaina dopo il torneo di Monte Carlo e alla vigilia dell'ATP di Barcellona dove ha fatto il controllo decisivo che ha decretato la sua positività.

Ha provato vergogna Evans, non solo per sè ma anche per le persone che conosce. Ricordando il giorno in cui ha dovuto riferire alle persone a lui più care la scioccante notizia, ha ammesso come "sia stato qualcosa di terribile, con chiunque".

"Ci sono tante persone nel tennis che ti aiutano, non solo le persone che sono ai tornei tutti i giorni. Tante persone che ti sostengono, anche se solo con un SMS alla fine della partita o che stanno sveglie quando giochi in America e devono lavorare il giorno dopo. Si sforzano a stare svegli per sostenerti. La famiglia, chiaro, ma anche gli altri, l'imbarazzo che metti alla mamma della tua fidanzata. I suoi genitori non vogliono che loro figlia stia con una persona del genere, no? E poi c'è mia mamma o mia sorella al lavoro. E' una situazione che non auguro di vivere a nessuno. E' la cosa peggiore che abbia mai fatto. Una cosa scioccante che ha deluso molte persone".

"E' una droga che ti rovina la vita - ha ammesso Evans, che un mese prima del caso doping aveva raggiunto un best ranking da numero 41 del mondo, il 6 marzo 2017 -. L'ho presa e sapevo che non avrei dovuto. E' una cosa illegale, al di là del fatto di essere uno sportivo. E' da stupidi non sapere che è così".

Evans non ha assicurato che questo sia stato un caso isolato, ma ha enfatizzato sul fatto che non abbia in nessun modo riguardato la volontà di migliorare le proprie prestazioni: "Non risponderò a domande se sia stata una tantum o meno. Non avevo mai fallito prima un test antidoping. Ne ho fallito uno. L'ho presa quando ero fuori dalle competizioni, questo è tutto ciò che posso dire. Fortunatamente non ho mai avuto bisogno di chiedere aiuto per quella droga. Ma non la prenderò mai più".

Era nel periodo migliore della sua carriera, ora a 27 anni riparte da zero e con buoni propositi. Interessante ciò che ha detto su come ha passato il tempo fuori dal campo: "Amo giocare a tennis quindi all'inizio ero devastato nel non poterlo fare. Non c'è così tanto da fare durante il giorno quando gli altri lavorano. Facevo notare alla mia ragazza quanto sia lungo un giorno lavorativo dalle 9 alle 17, tanto tempo. In TV non c'è niente, non sapevo cosa guardare. Per nove mesi sono stato forse il peggior fidanzato possibile".

"Ci sono stati momenti terribili. E' stato doloroso guardare tennis. Ho passato alcuni bei momenti,ma sono un tennista professionista e ho perso un anno della mia vita. Non posso cambiare il passato. Credetemi, cambierei cosa ho fatto ma non posso. Ci ho pensato tante volte. Mi piacerebbe poter cambiare, ma non posso, è fuori dal mio controllo. C'è stato un grande muro di fronte a tutto quando è successo ma non è tutto così male come sembra. Questa è la cosa più grande che è venuta fuori in questi nove mesi".