Verdasco, scintille con Kokkinakis. Poi su Twitter annienta Kyrgios

Lo spagnolo si infuria per il comportamento del papà di Thanasi

by Luigi Gatto
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Verdasco, scintille con Kokkinakis. Poi su Twitter annienta Kyrgios

Possiamo tranquillamente dire che il torneo di Miami non è stato proprio all'insegno della sportività e della tranquillità. Dopo l'episodio Medvedev-Tsitsipas, ne sussegue un altro molto bollente, quello tra Fernando Verdasco e Thanasi Kokkinakis. Un match bello e teso, in cui ha prevalso l'esperienza di "Nando" al tie-break del terzo set. Verdasco si è lamentato direttamente con Kokkinakis per il comportamento di suo padre Trevor presente sugli spalti.

"Non posso accettare che l'uomo che sta dietro di me mi dia fastidio quando vado a servire, non voglio essere irrispettoso ma non posso permettere che ciò accada", ha detto il madrileno sia all'avversario che al giudice di sedia. "Parla tra la prima e la seconda palla di servizio".

"Non è mio padre, e non ti sta mancando di rispetto", ha risposto Kokkinakis.

"No, è tuo padre, mi riferisco a quello che mi sta accanto col cappello", la controrisposta di Verdasco. "Si, quello col cappello è mio padre ca***", ha confessato Kokkinakis.

Il connazionale di Kokkinakis, Nick Kyrgios, ha guardato tutto quanto in diretta e su Twitter ha scritto e poi eliminato un post: "Spero TK vinca questo match, Verdasco è il giocatore più 'bollente', deve essere frustrato per il successo avuto in passato con gli australiani". Verdasco ha perso tutti gli ultimi sei match giocati con tennisti 'Aussie' ed è sotto 2-0 negli head to head con Kyrgios.

Poco dopo è arrivata la risposta del veterano iberico: "Quando hai il coraggio di mettere un tweet insultando un altro giocatore, devi avere lo stesso coraggio per non rimuoverlo".

A chiudere un nuovo tweet di Kyrgios: "Onestamente lo avrei detto in faccia a Fernando, il motivo per cui ho cancellato il tweet è stato perché non volevo causare attenzioni non gradite, ma mi fermo qui. Grazie per avermi bloccato, sono sicuro che per fare questo c'è voluto tanto coraggio".

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