Ryan Harrison, possibile denuncia a Young: "Ho passato brutti momenti"



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Ryan Harrison, possibile denuncia a Young: "Ho passato brutti momenti"

Sono passati dieci giorni da quando Donald Young ha accusato Ryan Harrison di aver fatto accuse a sfondo razzista (sul colore nero della sua pelle) durante la partita di primo turno vinta da quest'ultimo al New York Open.

L'ATP ha definitivamente chiuso le indagini, affermando come non ci sia alcuna prova che dimostri il razzismo di Harrison. Intervistato da Sports Illustrated, Harrison è tornato nei dettagli e con freddezza sull'episodio, ammettendo di non aver perdonato Young.

"Sarebbe difficile riparare la relazione. Apprezzerei che mi chiedesse scusa perché eliminerebbe le speculazioni che ci sono state. Almeno sarebbe un inizio, poi si vedrebbe. Non sono uno che cerca di trascinarsi dietro le cose o che odia le persone per sempre.

Ma non vedo un modo per cui io e Donald possiamo trasformare la situazione in positiva. Cercherò di evitare di parlare con lui. E se succede che giochiamo di nuovo, darò il massimo e farò di tutto per vincere".

Si è sentito ferito al cuore Harrison: "La settimana scorsa è stata probabilmente la peggiore della mia vita professionale per me e per la mia famiglia - ha riconosciuto -. Soprattutto qualche sera dopo.

Sui social tutti mi attaccavano, facendo minacce di morte a me, alla mia famiglia e criticando il mio carattere. Non ero nella posizione di potermi difendere nonostante non avessi detto nulla. La gente è molto veloce nel condannare qualcuno prima di capire come stanno veramente le cose.

Ora che sono a posto, nessuno vuole parlarne". Harrison crede che Young, sotto 6-2 negli scontri diretti, abbia preso la partita con troppa foga. "Ho una storia molto lunga con Donald di partite competitive: è sempre stata una sfida a livello personale, fin da una tenera età.

Otto anni fa su Twitter mi aveva criticato quando ero stato convocato in Coppa Davis per la prima volta. Secondo me, sapendo che non ci fosse alcuna prova di ciò che ha detto, Donald si è affidato ai social per cercare di gettare fango sul mio nome e sporcare la mia immagine.

Stiamo cercando di procedere legalmente con accusa di diffamazione. Non so quale strada prenderemo, ma voglio fare le cose per bene".