Sebastian Korda, figlio di Petr, punta in alto: "2 Slam e numero uno ATP"


by   |  LETTURE 3217
Sebastian Korda, figlio di Petr, punta in alto: "2 Slam e numero uno ATP"

Nel tabellone degli Australian Open juniores spicca il nome di Sebastian Korda, 17enne americano figlio di Petr Korda, campione a Melbourne nel 1998. La pressione su di lui è tanta, ma va per la sua strada e domenica ha esordito con due vittorie, una in singolare sul francese Clement Tabur maturata in due set 7-5, 6-3, e l'altra in doppio con il colombiano Nicolas Mejia. Papà Pertr non è a Melbourne ed è rimasto nella casa insieme alla sua famiglia in Florida, ma è presente con Sebastian nello spirito, sia per l'inevitabile affetto che lo lega che per il 20° anniversario del suo primo e unico successo Slam, contro Marcelo Rios in finale.

"È senza dubbio divertente camminare e vedere il poster (nei corridoi della Rod Laver Arena, ndr) di quando ha vinto", ha detto ad AP Sebastian, cresciuto in una famiglia di sportivi: la madre, Regina Rajchrtova, è stata numero 26 del mondo nel ranking WTA, mentre le sorelle sono delle golfiste professioniste: Jessica, 24 anni, ha vinto il titolo dell'Australian Open nell'LPGA Tour nel 2012, e Nelli, 19, è 70ma nella classifica femminile. Sebastian ha praticato anche hockey fin quando nel 2009 agli US Open ha visto Radek Stepanek, che era allenato a quel tempo da suo papà, giocare una partita contro Novak Djokovic.

Da lì il tennis si è"impossessato" di lui. Alto 193cm (appena 2 in più di Petr), Sebastian è destro ma non ha il grazioso rovescio a una mano del padre. Come molti "NextGen", ha adottato quello a due mani. "Gioco praticamente allo stesso modo di mio padre - ha detto Sebastian -. Sono un giocatore offensivo e cerco col servizio di accorciare i punti".

Sebastian è accompagnato a Melbourne da Dean Goldfine, ex coach di Todd Martin ed Andy Roddick, che lo segue in giro per il mondo. Petr invece è il suo allenatore principale, e si alterna tra tennis e golf, dove sostiene le figlie. "Ha un gioco completo - ha detto Goldfine -. Ha un servizio potente. Considerando la sua altezza, colpisce bene la palla da fondo-campo e si muove bene. Interpreta a dovere il gioco e ha un gran tocco". Ha obiettivi ambiziosi Sebastian: "Mi piacerebbe avere uno Slam in più di mio padre e una classifica migliore della sua". Ciò significherebbe vincere almeno due Slam e diventare numero uno, visto che Petr è stato numero due.

Ma chi vincerebbe in partita ora? Non si può dire. "Non giochiamo più. L'ultima volta che lo abbiamo fatto è stato quando avevo 12 anni, mi ha dato un 6-0 e per ora non voglio affrontarlo, anche se penso di batterlo". La genetica di certo è dalla sua parte.