Papa Francesco incontra il mondo del tennis a Roma: ´No alle scorciatoie doping´


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Papa Francesco incontra il mondo del tennis a Roma: ´No alle scorciatoie doping´

Giornata storica per il tennis italiano. 7.000 le persone che a Roma hanno partecipato all'emozionante incontro con Papa Francesco, che ha tenuto l'udienza nell'Aula Paolo VI. Presenti anche il presidente della FIT Angelo Binaghi, e i testimonial del nostro sport in Italia, Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli.

“La Chiesa si interessa dello sport perché le sta a cuore l’uomo, tutto l’uomo e riconosce che l’attività sportiva incide sulla formazione della persona, sulle relazioni, sulla spiritualità", ha detto Bergoglio.

"Voi atleti avete una missione da compiere: poter essere, per quanti vi ammirano, validi modelli da imitare. E anche voi, dirigenti, allenatori e operatori sportivi siete chiamati a dare buona testimonianza di valori umani, maestri di una pratica sportiva che sia sempre leale e limpida.

Il vostro è uno sport molto competitivo, ma la pressione di voler conseguire risultati significativi non deve mai spingere a imboccare scorciatoie come avviene nel caso del doping. Come è brutta e sterile quella vittoria che viene ottenuta barando sulle regole e ingannando gli altri!”, ha detto il Papa, che ha poi aggiunto: “Mettetevi in gioco con gli altri e con Dio, dando il meglio di voi stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre”. “Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio di essere venuti, e così numerosi!”, ha detto il Papa nell’udienza alla Federazione Italiana Tennis.

Ringrazio il Presidente per le sue cortesi parole. Un saluto speciale lo rivolgo ai bambini presenti – sono tanti! – che partecipano a un progetto ludico-motorio organizzato dalla Federazione Italiana Tennis.

In diverse occasioni ho parlato dello sport come esperienza educativa. Oggi lo voglio ribadire: lo sport è una strada educativa! Ci sono tre strade, tre pilastri fondamentali per i bambini, i ragazzi e i giovani: l’educazione – scolastica e familiare -, lo sport e il lavoro.

Su questi tre pilastri si cresce bene. Quando ci sono tutti e tre, scuola, sport e lavoro, allora esistono le condizioni per sviluppare una vita piena e autentica, evitando cosi’ quelle dipendenze che avvelenano e rovinano l’esistenza”.

“L’apostolo Paolo usa l’esempio di un atleta per illustrare una caratteristica importante dell’esistenza umana: ‘Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!'”, ha detto poi il Papa.
“In un certo senso, questa è la vostra esperienza quotidiana nel tennis.

Ma San Paolo si riferisce alla sfida del dare un significato ultimo alla vita stessa. Vorrei dunque esortare ciascuno di voi a mettersi in gioco non solo nello sport – come gia’ fate e con ottimi risultati -, ma nella vita, alla ricerca del bene, del vero bene, senza paura, con coraggio ed entusiasmo.

Mettetevi in gioco con gli altri e con Dio – ha detto Bergoglio – dando il meglio di voi stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre. Mettete i vostri talenti al servizio dell’incontro tra le persone, dell’amicizia, dell’inclusione.

Cari fratelli e sorelle, vi chiedo di portare i miei saluti alle vostre famiglie e ai vostri amici. Dio onnipotente vi benedica e vi protegga sempre e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me”.