Novak Djokovic ospite da Fabio Fazio, presenta il libro ´Serve to Win´


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Novak Djokovic ospite da Fabio Fazio, presenta il libro ´Serve to Win´

Alle prese con i primi allenamenti sulla terra battuta, Novak Djokovic si concede un giorno di vacanza nella città di Milano - una delle mete italiane preferite dell’ex numero uno del mondo, che spesso è stato visto tra le tribune del San Siro a sostenere la sua squadra del cuore.

Ospite da Fabio Fazio a "Che tempo che fa", il tennista serbo promuove il libro appena pubblicato “Il punto vincente”, racconta della sua infanzia e scherza con il conduttore che gli mostra subito un video del match point della finale di Miami: "E’ sempre bello rivedere questi punti, soprattutto quando hai vinto! Rafa è uno dei migliori tennisti dei nostri giorni, vincere contro di lui in questi grandi tornei - soprattutto giocando un tennis di alto livello, sia dal punto di vista mentale che fisico - è una grande soddisfazione.”

Alla richiesta della famosa imitazione, Djokovic rifiuta: “Lo rivedrò tra circa cinque giorni, non mi conviene!" L'ex numero uno del mondo riflette sulla differenza tra il tennis del passato e quello di oggi: “Negli ultimi dieci anni, il tennis è diventato un gioco molto più fisico, anche perché la tecnologia è avanzata e le nuove racchette ci permettono di spingere molto più forte.

Bisogna essere pronti ad affrontare anche match di sei ore... ma alla fine la forza mentale fa sempre la differenza." Poi rivela un aneddoto curioso sui primi allenamenti da bambino: “Per stimolarmi durante gli allenamenti, mio padre mi dava delle bottiglie da colpire e metteva delle monete sotto ad ognuna… se riuscivo a colpirle, potevo prendere i soldi!” Ma non sono i soldi il motivo che spinge l’ex numero uno del mondo a restare sul circuito: “L'amore per lo sport è l'unica cosa che conta.

Il tennis è la mia più grande passione. Se non amassi tanto questo sport, non sarei così felice di vincere.” “Nessuno nella mia famiglia ha mai giocato a tennis prima di me. Mio padre giocava a calcio, mia madre ha studiato sport all’università, ma io mi limitavo a seguire il tennis in tv… e poi è diventato una vera e propria passione, una passione che oggi è ancora la stessa." Infine, Novak parla del desiderio che lo ha spinto a creare la fondazione benefica che porta il suo nome: “So di essere stato molto fortunato ad avere avuto la possibilità di praticare lo sport che amo, soprattutto in un periodo tanto complicato.

Vorrei riuscire a dare questa opportunità ad altri bambini meno fortunati, a fare in modo che possano ricevere un’educazione e realizzare i loro sogni. Quando vivi la guerra e vedi che tutto intorno a te viene distrutto, capisci l’importanza delle cose che hai.” VIDEO