CHALLENGER MILANO - Mager crolla sul più bello, titolo a Djere


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CHALLENGER MILANO - Mager crolla sul più bello, titolo a Djere

Non esattamente l’epilogo migliore per Gianluca Mager impegnato nella sua prima finale Challenger in carriera davanti al pubblico amico dell’ASPRIA Harbour Club di Milano, dove il giocatore sanremese si è comunque tolto la soddisfazione di approdare fino all’ultimo atto succedendo a nomi del calibro di Alessio Di Mauro, Filippo Volandri e Marco Cecchinato.

A spezzare il sogno del padrone di casa ci ha pensato tuttavia il serbo Laslo Djere, prima testa di serie, capace di sfoderare una performance ai limiti della perfezione come dimostra il 6-2 6-1 conclusivo in meno di un’ora di assolo.

Il 23enne azzurro non è infatti mai riuscito ad entrare in partita subendo il break già nel game inaugurale, preludio di un autentico dominio da parte di Djere che non ha dovuto fronteggiare alcuna palla break nel corso dell’intero match.

Davvero un esito imprevedibile se si considera che Mager non aveva lasciato per strada alcun parziale durante la settimana, il che faceva ipotizzare almeno una sfida lottata dal primo all’ultimo punto.

Resta comunque lo sfizio di aver estromesso avversari più quotati come il giovane spagnolo Nicola Kuhn e il secondo favorito del tabellone Pedro Sousa, senza dimenticare che Gianluca era passato attraverso le qualificazioni.

Buoni segnali provengono anche da Andrea Arnaboldi issatosi fino ai quarti di finale, rimarcando l’ottima prestazione messa in mostra dal milanese contro l’olandese Thiemo De Bakker nonostante la disfatta in rimonta. I prossimi appuntamenti serviranno eventualmente a confermare i progressi ostentati dal lombardo nel recente periodo.

Agli ottavi Arnaboldi aveva estromesso un pochino a sorpresa il connazionale Gianluigi Quinzi accreditato della settima testa di serie, complice anche il repentino calo del marchigiano reduce da numerosi incontri disputati nelle ultime settimane. A beneficiarne è stato soprattutto il pubblico che ha riempito gli spalti, incitando entrambi i beniamini fino al 7-5 2-6 6-3 in favore del numero 241 al mondo.

Poco da recriminare infine per Lorenzo Giustino e Federico Gaio, ambedue eliminati al secondo turno ad opera rispettivamente dei portoghesi Joao Domingues (7-6 6-2) e Pedro Sousa (6-3 6-4). Obiettivamente era difficile aspettarsi qualcosa in più di fronte a rivali già rodati su questi palcoscenici.