Roland Garros - Trevisan sulle orme di Errani e Schiavone. Storica semi, ko Fernandez



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Roland Garros - Trevisan sulle orme di Errani e Schiavone. Storica semi, ko Fernandez

Da Parigi a Parigi. Da un quarto di finale che sembrava irripetibile a una storica semifinale. Che questo sia un gioco fatto quasi esclusivamente di sensazioni non è un mistero, che questa ragazza avesse smesso di giocare tra il 2010 e il 2014 neanche.

Ed ecco che a una settimana dal primo sigillo in carriera nel circuito maggiore - e nella terra della consacrazione - Martina Trevisan ritocca in maniera importante il libro dei record. Sulle orme di Francesca Schiavone e Sara Errani, semifinalisa nove anni fa, raggiunge quanto meno il tavolo delle prime quattro e a distanza di sette anni da Roberta Vinci e Flavia Pennetta (Us Open 2015, il resto è storia) riporta la bandierina azzurra tra le prime quattro anche in un torneo dello Slam contro ogni pronostico.

Nella sfida con una Leylah Fernandez piuttosto acciaccata, non sempre impeccabile sul rosso, la tennista toscana vince il primo quarto di finale tutto-mancino nello Slam parigino dal 1981 con un 6-2 6-7(4) 6-4 condito da uno spauracchio nel secondo set (non sfrutta un match point sul 5-4) e da un ultimo disperato tentativo di rimonta della canadese che da una quasi disperata situazione di 1-5 si fa sotto fino al 3-5.

Trevisan in questo modo si prende anche la ventiseima posizione del ranking (proprio a scapito di Camila Giorgi) e si infila nello spot di tabellone della vincente tra Coco Gauff e Sloane Stephens. Fernandez si presenta con sei errori di dritto nei primi tre game: il 3-0 Trevisan è sostanzialmente una conseguenza logica.

La tennista toscana interpreta in maniera perfetta la sfida. Con un piano tattito tanto semplice quanto efficacie, pieno di variazioni e di colpi profondi, controlla la faccenda da fondocampo e insinua dei fortissimi dubbi nel tennis ragionato della tennista canadese.

Positiva, dal punto di vista genuniamente tecnico e anche nel body language. Discorso diametralmente opposto per la tennista canadese, che si ritrova a convivere con un problema piuttosto evidente al piede destro. Senza ricorrere a pre-tattiche o ad altri espedienti per distrarre la tennista avversaria, Fernandez tenta in tutti i modi di rimanere aggrappata al punteggio dopo un primo set da incubo.

Manco a dirlo è la prima a spezzare gli equilibri nel cuore del secondo, ma anche la prima a cancellare match point sul 4-5. Deresponsabilizzata dalla situazione di punteggio e anche dalle circostanze, si affaccia quanto meno al tie break e condensa tutte le energie a disposizione nel serbatoio per pareggiare i conti.

La tennista azzurra, che ritorna a perdere un set dopo nove partite, risponde alle difficoltà nella migliore delle maniere. Anche perché dal lato opposto trova un'avversaria senza più armi sufficientemente valide per opporre una reale resistenza.

Pronti, via, schizza sul 3-0 e rafforza il vantaggio con un secondo break. In una situazione di punteggio piuttosto tranquilla - evidentemente nel quinto game - si cava fuori dai guai sul 30-30 con una splendida accelerazione di rovescio dal centro, dopo un dritto carico e profondo, ma non sfrutta complessivamente due palle per il 5-0 e lascia a Fernandez la possibilità di recuperare uno dei due break di vantaggio.

Poco male. La toscana, che si ritrova sul 5-3, ripristina le gerarchie nel momento del bisogno e alla seconda chance a disposizione con la battuta non manca l'appuntamento con la storia. Dopo il quarto del 2020 arriva infatti la semifinale nel 2022.