Roland Garros - Diciannove volte Djokovic. Super rimonta in finale contro Tsitsipas



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Roland Garros - Diciannove volte Djokovic. Super rimonta in finale contro Tsitsipas

Per la ventiduesima volta nella storia, la sesta dal 1968 e la quinta a Parigi, qualcuno vince una finale Slam recuperando due set di ritardo. Quel 'qualcuno' di nome fa Novak e di cognome Djokovic. Già costretto al quinto da Lorenzo Musetti al terzo turno, il campionissimo serbo esce alla distanza anche contro Stefanos Tsitsipas.

Senza ombra di dubbio la migliore alternativa a Nadal e appunto al fenomeno sarbo in questo preciso momento storico. A cavallo tra il terzo e il quinto 'Tsitsi' fa in realtà quello che può: poco. Djokovic, che di esperienza ripristina completamente le gerarchie, chiude sul 6-7(6) 2-6 6-3 6-2 6-4 e diventa il secondo tennista della storia (dopo Roy Emerson e Rod Laver) a vincere almeno due volte tutte le prove dello Slam.

Djokovic ritorna a vincere il Roland Garros dopo sei anni, acchiappa ovviamente il diciannovesimo Major e consolida anche la prima posizione nel ranking. Tra le altre cose, si conferma ancora una volta il più forte tra i più forti.

Prima Tsitsipas, poi Djokovic. Il serbo raggiunge quota 19

'Tsitsi' si presenta al più importante degli appuntamenti con un doppio fallo. Si affaccia sul 40-30, ma si lascia pizzicare sul lato destro nel quindici immediatamente successivo.

Il talento greco cancella la prima palla break del match con lo schema servizio-dritto, ma soprattutto si salva con tre ace consecutivi da quando offre la seconda chance a Djokovic. Il serbo, dopo un turno di battuta immacolato, sul 3-2 si ritrova sul 30-30 grazie al contributo di Tsitsipas.

Ingenuo, sulla valutazione di un dritto molto profondo, ma soprattutto frettoloso nella ricerca del vincente in uscita dal servizio. Ancora una volta è San Servizio a risolvere i problemi. Il serbo - che scivola nei pressi del paletto nel tentativo di recuperare una palla corta nel cuore del settimo game - inizia a mostrare le prime crepe sul 4-5.

Sbaglia una conclusione piuttosto semplice nei pressi della rete sul 15-15, perde completamente gli appoggi sul 30-30, si salva e di sola inerzia acciuffa il break ai piedi del jeu decisif. Finita? Macché. Djokovic serve per il set con risultati piuttosto modesti dal lato di campo che preferisce meno - causa sole - ma soprattutto perde i primi quattro punti nel corso del jeu decisif.

Tsitsipas non si disunisce quando però si ritrova sul 5-6. Anzi. Si toglie dalla pancia un dritto complicatissimo e dal 6-6 resiste in maniera gagliarda da fondocampo. Un doppio fallo, uno schiaffo al volo fuori di una manciata di metri e una cattiva copertura del campo.

Per Djokovic lo 0-40 in avvio di secondo set è inevitabile. Il campionissimo serbo, che cancella la prima chance di break, perde completamente il controllo del dritto sul 15-40 e non sfrutta una situazione di break nel game immediatamente successivo.

Anzi. Succube da fondocampo, senza un vero piano tattico a disposizioen - ed evidentemente condizionato dalla fatica accumulata nelle due settimane parigine - lascia per strada il servizio in una seconda occasione e non riesce in maniera alcuna a rimarginare il gap.
Tsitsipas serve bene, si muove bene, ma soprattutto riesce a produrre gioco con il dritto.

Il serbo, che tenta di rimanere appiccicato al punteggio, tampona una situazione di 30-30 nel corso del secondo turno di battuta e ripesca un minimo di freschezza. Fisica e mentale. Parallelamente, a pochi passi dal traguardo, Tsitsipas accusa un calo piuttosto fisiologico.

Cancella, sì, quattro chance per il 3-1, ma sulla quinta opportunità Serbia perde il controllo del rovescio in uscita dal servizio. Chiamato a consolidare il vantaggio e a mettere un minimo di pressione, Djokovic non sbaglia.

Quasi deresponsabilizzato dalla situazione di punteggio, 'Tsitsi' lascia andare quasi completamente il braccio. Si mantiene in scia (nonostante due doppi falli nel sesto game) e si affaccia sul 15-30 nel settimo gioco grazie a due splendide soluzioni vincenti.

Una di dritto e una di rovescio. Djokovic, più lucido nelle scelte tattiche, battezza la diagonale sinistra nel primo caso e si cava fuori dai guai sul 30-30 con una palla corta chirurgica. Il 5-2 è una conseguenza quasi logica, così come lo è il 6-3.

Anche se sporca il taccuino con un doppio fallo sul 30-15. Con la lancetta della benzina prossima allo zero, Tsitsipas perde quasi completamente di esplosività e di lucidità. Djokovic, personaggio assolutamente riluttante alla sconfitta, elimina gli errori non forzati dal progetto tattico, non concede punti di riferimento e soprattutto picchietta con il rovescio sul lungolinea per aprirsi la diagonale opposta.

Il risultato? Un dominio. Il campionissimo serbo, che irrobustisce sempre il vantaggio con una percentuale altissima di punti con la prima palla, chiude sul 6-2 e per la prima volta dal 2004 porta una finale dello Slam parigino al quinto.

Tsitsipas si aggrappa quasi completamente al servizio. Anche perché alternative per resistere da fondocampo non ne trova. Il greco riesce in qualche modo a cancellare una palla break in avvio, non a conservare il servizio nel game immediatamente successivo.

Il piano tattico per fare punto è assolutamente privo di logica. Djokovic - che si assicura il break grazie a una splendida soluzione in lungolinea di rovescio - conserva parallelamente il servizio senza particolari difficoltà e si affaccia sul 15-40 anche nel settimo game.

Soprattutto alza le traiettorie nel tentativo di non offrire gli angoli e utilizza la palla corta in maniera chirurgica. Emblematico il punto che costruisce sul 4-3 15-0 in quello che si rivela a tutti gli effetti l'epilogo.

Tsitsipas, che si regala la chance di rispondere per rimanere nel match nel decimo game, strappa un quindici grazie al contributo di Djokovic (che si inceppa nei pressi della rete) e si affaccia sul 30-30. Cancella il primo match point grazie a una splendida soluzione di rovescio in lungolinea, ma non sopravvive al massacrante braccio di ferro sulla diagonale sinistra sulla prima parità.

Chiamato a chiudere, Djokovic segue la prima e con due conclusioni di volo impeccabili acciuffa il successo. Forse uno dei più importanti in carriera. Photo Credit: Getty Images