Come sarà il prossimo Roland Garros? Ecco le prime voci



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Come sarà il prossimo Roland Garros? Ecco le prime voci

Si è da poco concluso il primo slam della stagione ma già gli interessi di fan, addetti ai lavori e giornalisti si sono rivolti al prossimo grande appuntamento del tour, il secondo major dell’anno, il Roland Garros.

Un torneo che per la prima volta si giocherà a meno di 12 mesi da quello precedente, che infatti si è disputato in autunno, e che difficilmente potrà ritrovare i propri standard a causa di una campagna vaccinale che nell’Unione Europea stenta a decollare.

Il grande raduno a Parigi è fissato per il 17 maggio, data d’inizio del torneo, dunque il tempo è piuttosto breve e le cose da organizzare sono tante e soprattutto molto delicate. Come prevedibile, l’incertezza è massiccia, circolano poche informazioni e, inevitabilmente, tutto dipenderà da quanto l’Europa riuscirà a mettersi in sicurezza nella tarda primavera.

Lo sport si sa, vive di pubblico, spettacolo e allegria, tutti fattori che in questo momento contrastano con le esigenze che la Pandemia impone. Eppure le speranze non mancano, come sembra insegnare la Gran Bretagna, il cui calendario per l'uscita dalla crisi sanitaria è stato chiaramente definito anche per lo sport professionistico, cosa che non è avvenuta ad esempio in Francia, dove, per il momento regna la vaghezza più totale anche fra i membri della federazione tennistica, incaricati di gestire il programma insieme agli organizzatori dello slam parigino.

Le prime voci iniziano lo stesso a diffondersi

Qualche notizia, nonostante tutto, è filtrata, anche se si tratta perlopiù di rumors. Per quanto riguarda la presenza di pubblico ad esempio circolano voci che parlano di circa 5.000 spettatori per ogni grande campo, il Lenglen e lo Chatrier, e circa il 20% per gli altri impianti.

Quello che però tutti noi appassionati auspichiamo è che, nonostante tutto, la decisione venga presa il più rapidamente possibile, in modo da poter sostituire questa visione ancora vaga e annebbiata con un piano più chiaro e lucido.

Sarà necessario attendere ancora qualche settimana, probabilmente finché il circuito si trasferirà stabilmente in Europa con la campagna sul rosso che avrà il via con il master 1000 di Montecarlo.

In quel momento si capirà se il piano vaccinale starà funzionando e se l’emergenza avrà trovato finalmente una battuta d’arresto definitiva. Solo in quel momento potremo capire se anche il tennis vedrà la luce in fondo al tunnel.