Roland Garros - Un Djokovic acciaccato basta per accedere in semi. Sfiderà Tsitsipas



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Roland Garros - Un Djokovic acciaccato basta per accedere in semi. Sfiderà Tsitsipas

Dal nostro inviato a Parigi - Quando Novak Djokovic e Pablo Carreno Busta si affrontano, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo. Tutti ricordano ancora la squalifica rimediata dal serbo agli US Open poco più di un mese fa, quando una pallata accidentale ad una giudice di linea gli era costata l’opportunità di cogliere il suo 18° titolo dello Slam.

Il numero 1 del mondo, seppur limitato oggi da alcuni problemi fisici (la cui entità andrà valutata con il passare delle ore), ha raggiunto la sua decima semifinale al Roland Garros piegando la resistenza di Carreno con il risultato di 4-6 6-2 6-3 6-4 in tre ore e dieci minuti di alto livello.

Il belgradese si è così portato a quota 73 vittorie a Parigi, superando due mostri sacri come Chris Evert e Arantxa Sanchez-Vicario nella classifica all-time. A precederlo restano soltanto Steffi Graf e ovviamente Rafael Nadal.

Per Nole si tratta inoltre della 36ma affermazione stagionale, a testimonianza di un Djokovic che quest’anno è stato battuto soltanto da se stesso.

Djokovic centra la sua decima semifinale a Parigi

Fin dall’inizio del match, appariva chiaro come Novak non fosse al meglio della condizione.

La testa di serie numero 1 lamentava un fastidio al collo, molto simile a quello accusato agli US Open un paio di anni fa, e un intorpidimento al braccio sinistro, tanto da richiedere più volte l’intervento del fisioterapista.

Il primo set era uno dei peggiori giocati da Nole nell’intero 2020, costellato di errori gratuiti e prolungatosi fino al decimo game per via dello scarso cinismo dello spagnolo. Carreno sprecava il break di vantaggio con uno sciagurato doppio fallo, ma il serbo gli restituiva il favore nel game successivo cedendo la battuta in maniera preoccupante (due doppi falli e pessimo linguaggio del corpo).

Il 17 volte campione Slam lanciava segnali negativi verso il suo angolo, ma dall’inizio del secondo set riduceva progressivamente il numero degli errori gratuiti. Djokovic commetteva solo sette unforced in tutto il parziale, dimostrando di avere le carte in regola per vincere anche senza essere al 100%.

Carreno si limitava a fare il suo gioco senza eccessive pretese, consapevole di dover sperare in un Nole sottotono per poter realizzare l’impresa. Un Djokovic al 70% bastava per portare a casa il secondo e il terzo set con autorità, mentre l’iberico concentrava tutte le sue energie residue nel quarto.

Il numero 17 del seeding annullava coraggiosamente quattro break point nel terzo game e uno nel quinto, ma sul 3-3 era obbligato a capitolare di fronte al cambio di marcia del suo avversario. Il campione del Roland Garros 2016 consolidava il vantaggio non senza difficoltà (tre palle del controbreak salvate nell’ottavo game), prima di lasciarsi andare ad un urlo liberatorio che scacciava via l’enorme spavento corso quest’oggi.

Djokovic, la cui ultima sconfitta con un Top 20 risale alla semifinale dello scorso anno proprio qui a Parigi (quando perse da Thiem), proverà a ritrovare la sua miglior forma in vista della semifinale di venerdì contro Stefanos Tsitsipas.

Il greco, che aveva rischiato tantissimo all’esordio contro Jaume Munar, ha liquidato 7-5 6-2 6-3 Andrey Rublev offrendo un tennis spettacolare e variegato, che gli ha permesso di centrare la sua seconda semifinale in un Major (dopo gli Australian Open 2019) e di certificare il suo ritorno nella Top 5.