Roland Garros, l'annullamento comporterebbe un danno economico enorme


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Roland Garros, l'annullamento comporterebbe un danno economico enorme

L'emergenza coronavirus ha messo completamente alle corde anche il mondo del tennis. D'altronde parliamo di uno sport worldwide e l'ipotesi che la stagione possa ricominciare a giugno stride con quelle che sono oggi le circostanze.

La decisione della FFT ha fatto infuriare un po' tutti. Bernard Giudicelli e Guy Forget hanno optato per lo spostamento dello Slam parigino a fine settembre in barba alla posizione di ATP, WTA e ITF. L'ultimo a prendere le difese della Federazione Francese è stato Lionel Maltesse, docente di strategie per le imprese e membro del comitato esecutivo, che nel corso di un'intervista a "L'Equipe" ha provato a spiegare le ragioni della scelta autonoma.

Replicando senza troppi fronzoli alle accuse di Vasek Pospisil e Dirk Hordorff. Vice Presidente della Federazione Tedesca, tanto per intenderci quello che ha anticipato la cancellazione dei Championships e che ha ritenuto inaccettabile la mossa dei francesi.

«Pospisil è un membro del Player Council e conduce una battaglia personale. Forse è interessato a giocare la Laver Cup. Le critiche ce le aspettavamo, quindi non ci sorprendono. Abbiamo puntato una data che anche a Londra e a New York stavano considerando.

Annullare il torneo comporterebbe una perdita di 260 milioni di euro e a questi andrebbero aggiunti i 100 che annualmente la Federazione dona per sostenere i Circoli in tutta la Francia. Dobbiamo curare gli interessi di centinaia di famiglie».

E le ripercussioni potrebbe espandersi, secondo Maltesse. «Non ho paura per i Top 50, i giocatori di primissa fascia resisteranno a questa crisi, ma per tutti gli altri. Giocatori che non hanno supporti. ATP e WTA hanno le armi per proteggere i propri interessi, per l'ITF sarebbe più complicato» ha spiegato. Photo Credit: Getty Images