Roland Garros 2019 - Il pagellone


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Roland Garros 2019 - Il pagellone

Rafael Nadal voto 10 e lode Per lo spagnolo, a Parigi, è sempre o quasi la stessa storia. Si sprecano fiumi di inchiostro per i sorteggi fortunati, per la pioggia e il vento quali divinità, assieme alla bendata, sempre dalla sua parte e per la mancanza assoluta di avversari.

Arrivato a Parigi con la sola vittoria ottenuta a Roma, ha messo pure da parte le illazioni tutte sul suo stato di forma, tramutandosi nel solito carro armato. Certo, tra qualificati e moribondi ( compreso l’onnipresente Key Nishikori voto 5) è dovuto giungere in semifinale per affrontare il primo giocatore di livello.

L’eterno rivale Roger Federer, regolato in tre set ma in una partita più combattuta di quel che dica il risultato. Dopo ilbpiccolo passaggio a vuoto con Goffin, solo un commovente Dominic Thiem riesce, in finale, a strappargli un set. Dodicesimo Roland Garros. Diciottesimo Slam.Leggendario

Dominic Thiem voto 10 Meriterebbe pure la lode, per come è arrivato in finale, per come ha giocato la finale. Ha dimostrato, nonostante la sconfitta e nonostante tutto, di essere diventato un giocatore di caratura superiore. Di poter ambire finalmente ad entrare nell’olimpo dei grandi.

Gli mancano ancora le vittorie, certo, ma a 26 anni il futuro è tutto dalla sua parte. E le vittorie verranno. Grandioso contro Novak Djokovic in semifinale, in un contesto dove chiunque altro sarebbe impazzito.

Eroico in finale. Arrivatoci sfiancato ma con la voglia di rendere la vita difficile la vita a Rafael Nadal. Gli strappa un set, gioca ogni game come fosse l’ultimo della sua vita. Non gli si può chiedere di più. Il di più verrà presto. Commovente 

Novak Djokovic voto 7 Grandi e giustificate ambizioni. Il vincitore degli ultimi tre Slam, con la chiara aspirazione di piazzare il quarto e quindi il grande slam seppur anomalo. Alla vigilia, l’unica e credibile alternativa a Rafael Nadal.

Primi turni giocati senza fatica alcuna, Zverev ridicolizzato nei quarti di finale e quindi eccolo capitare contro Dominic Thiem e mettere in piedi, complice il vento, la pioggia e soprattutto l’austriaco, un match tanto epico quanto drammatico.

Servono a poco le imprecazioni contro il cielo, le fughe dal Chatrier, le litigate con il giudice di sedia. Alla fine l’austriaco lo batte con merito. E per Nole, ora, si tratta di rimettere assieme i cocci, i cocci mentali e prepararsi unicamente a difendere il titolo a Wimbledon. Nervoso

Roger Federer voto 9 Non gli si può e non gli si deve chiedere niente. Ogni incontro di Federer in più è un dono per i tifosi tutti di questo meraviglioso sport.

Arrivato agli ottavi di finale con primi turni invero troppo agevoli e semplici per lui, ma poi autore di una prestazione monstre contro Stan Wawrinka, per poi ritrovarsi nei quarti la sua nemesi e avversario di sempre.

Quel Rafael Nadal che a Parigi gioca sempre o quasi in pantofole. E’ stata sconfitta in tre set, ma la prestazione di Roger non rispecchia affatto il risultato. Match giocato al limite delle possibilità. Chissà se lo rivedremo ancora a Parigi. Il tennis tutto lo vorrebbe. Infinito

Fabio Fognini voto 7 L’ingresso nella top ten da oggi è il giusto, seppur tardivo, coronamento alla carriera del nostro, ma rimangono molti rimpianti. Sì, l’infortunio alla caviglia che lo sta tormentando ne ha in parte limitato la portata del gioco ma i quarti di finale erano un traguardo possibile.

La partita contro Zverev rimarrà un rimpianto. Vinto con agio il primo set, Fabio si è poi lasciato appesantire le gambe e i colpi dal nervosismo, più che dall’impalpabile tedesco. Ma quando nei quarti c’è Novak Djokovic ad aspettarlo, è destino per Fognini non riuscire ad affrontarlo. Rimpianto

Marco Cecchinato voto 4 Troppo pesante e appesa ad un filo sottilissimo la spada di Damocle dell’impresa dello scorso anno, la semifinale che rimarrà nella storia del tennis italiano.

Il presagio si era avuto già coi pessimi risultati nei Master 1000 su terra. Si sperava che l’aria parigina facesse riaccendere il sacro fuoco nel corpo e nei colpi del Ceck. Nulla di tutto questo.

Brutta e inopinata la sconfitta al primo turno contro il trentasettenne Nicolas Mahut. Che a Parigi nemmeno voleva giocare. Sconfitta che lo relega attorno alla quarantesima posizione. Crollato.

Ashleigh Barty voto 10 e lode La sua è una favola. Lascia il tennis nel 2014, soffocata da un mondo che sembra non appartenerle, dalla pressione di essere una predestinata, da una vita che non le permette di divertirsi, di essere spensierata.

Ma l’amore genuino e profondo per il tennis rimane: due anni dedicati al cricket e poi l’australiana decide di tornare. Scala velocemente le posizioni e pian piano matura in lei la convinzione di poter essere la migliore.

Certo, forse nemmeno lei si aspettava di vincere a Parigi, ma in queste due settimane ha convinto tutti. Con il suo tennis vario e al tempo stesso elegante. La vittoria contro la anche lei sorprendente Vodrousova rimarrà una delle pagine più belle del Roland Garros. Favolosa

Marketa Vondrousova voto 10 Quanta grazia, quanta delicatezza nel gioco di questa ragazzina ceca, spuntata dal nulla. Ammalia il pubblico a suon di palle corte, arriva in finale con merito e si deve solo arrendere alla superiorità di Ashleigh Barty.

Davvero irrilevante che la sua strada verso la prima importante partita della sua carriera sia stata facilitata dallo stillicidio di teste di serie. Come miglior tradizione del circuito Wta. Ne sentiremo ancora parlare. Promessa

Naomi Osaka e Serena Williams voto 3 La numero uno al mondo, reduce dalle vittorie agli Us Open e in Australia, gioca un Roland Garros disastroso. Passati per miracolo i primi due turni, viene poi umiliata da Katerina Siniakova al terzo. Confermando di non essere ancora a suo agio sulla terra rossa. Rivedibile. 

Serena Williams esce male e finisce peggio. Sofia Kenin la estromette al terzo turno con pieno merito. Serena si appiglia al pubblico e alla polemiche . Riuscendo anche a far innervosire Dominic Thiem nel post partita. Sfrattandolo dalla conferenza stampa. Irritante