Roland Garros - Nadal è imbattibile, sono 18 Slam! Si inchina ancora Thiem


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Roland Garros - Nadal è imbattibile, sono 18 Slam! Si inchina ancora Thiem

Il numero 12, mitologicamente, fa pensare alle fatiche di Eracle, l'Ercole del mondo romano: le 12 prove che il figlio di Zeus dovette superare per espiare l’uccisione di sua moglie e dei suoi figli. L’ultima prova era quella considerata impossibile per un essere mortale: la cattura di Cerbero, il famoso cane a tre teste.

L’impresa odierna di Rafael Nadal, capace di conquistare per la 12ma volta il Roland Garros superando 6-3 5-7 6-1 6-1 Dominic Thiem, ci restituisce una rappresentazione sportiva di un mito che, se non fosse stato per il campione maiorchino, sarebbe parso impossibile nel tennis.

Vincere per 12 volte lo stesso Slam, senza perdere mai più di un set in finale: forse anche l’invincibile Eracle sarebbe sbiancato di fronte a una simile prova di onnipotenza. Non solo nessun tennista era mai riuscito a vincere per 12 volte un Major: ma, considerando tutti gli eventi del circuito, soltanto Martina Navratilova era riuscita nell’impresa di laurearsi per 12 volte campionessa in uno stesso torneo (a Chicago, tra il ’78 e il ’92).

Non può far altro che arrendersi, per il secondo anno di fila, un Thiem che ha comunque dimostrato di essere il vero numero 2 sul rosso, e che ha senza dubbio pagato le fatiche della maratona di due giorni con Djokovic: ma se dodici mesi fa il gap che lo separava da Nadal sembrava incolmabile, quest’anno l’austriaco ha mostrato di averlo, almeno in parte, ricucito.

Nei momenti decisivi, però, il Philippe-Chatrier diventa la fortezza inespugnabile di Nadal, che incassa il 18mo titolo Slam e si porta così ad appena due lunghezze da Federer. E questo Rafa, come testimoniano gli ultimi 12 mesi (semifinale monstre a Wimbledon con Djokovic, finale mancata di un soffio agli US Open e finale persa a Melbourne), può tranquillamente vincere su tutte le superfici: per questo il record dello svizzero sembra essere decisamente alla sua portata.

Quello odierno rappresenta inoltre il successo numero 950 in carriera per il maiorchino (quarto nella classifica all-time per numero di match vinti), il 260mo a livello Slam e il 93mo su 95 a Parigi: numeri che fanno accapponare la pelle, come i 59 titoli conquistati sul rosso e gli 82 in totale.

Da domani, Rafa sarà infine il nuovo numero 1 della Race, scavalcando Djokovic, che resta primo nel ranking. Ma da Wimbledon il serbo dovrà difendere una cambiale dietro l’altra. Il primo set è l’ennesimo capolavoro di Nadal: perchè arginare questo Thiem e dargli subito una spallata era compito tutt’altro che facile.

Nei primi scampoli di partita l’austriaco sembra infatti indemoniato: corre da una parte all’altra del campo, si difende magnificamente sui continui attacchi dello spagnolo e, quando decide di spingere, fa sempre male.

È così che il classe ’93 riesce a passare per primo avanti nel punteggio, grazie al break conquistato nel quinto gioco. Avanti 30-0, Rafa commette due gratuiti con il dritto ma poi subisce due meravigliosi dritti a sventaglio dell’austriaco, che sale 3-2 e servizio.

È qui che Nadal veste i panni del marziano che, da 14 anni, fa il buono e il cattivo tempo sul Philippe-Chatrier: riconquistato immediatamente il contro-break, anche grazie ai primi gravi errori dell'avversario, il numero 2 del mondo gioca un settimo game da campione, salvando una palla break con un’intelligente prima esterna e poi chiudendo alla terza opportunità utile il game che gli consente di tornare avanti nel punteggio.

Al servizio per riagganciare la parità, Thiem subisce ancora l’aggressività del maiorchino, che sale a duplice palla break con una magica contro-smorzata e capitalizza subito con un gran passante di rovescio.

Nel turno di battuta successivo, Rafa non trema e archivia a 15 il game che gli consegna il 6-3 dopo 54 minuti di battaglia. Sul 3-2 in favore dell’austriaco, in pochi avrebbero immaginato una simile conclusione di set; che peraltro rischia di lasciare delle scorie pesanti nel fisico e nella mente di un Thiem reduce dalla maratona con Djokovic.

E invece il classe ’93 non molla la presa, e nel secondo set riesce a tenere con agio i propri turni di battuta. Anche Nadal non concede nulla, perdendo appena un punto nei primi cinque turni di servizio. Il ritmo cala nella seconda frazione di partita, come era inevitabile che fosse: impossibile infatti pensare che i due potessero reggere per tre ore ai livelli ostentati nei primi 40 minuti di match.

Così, dopo un primo set ricco di emozioni e capovolgimenti di fronte, nel secondo si procede on serve fino al 6-5 Thiem, senza che nessuno dei due giocatori sia mai costretto a ripiegare ai vantaggi. Al servizio per il tie-break, Rafa va avanti di un 15 con una magica stop-volley di dritto, ma poi commette tre errori da fondo e si ritrova all’improvviso a fronteggiare due set point: basta il primo a Thiem, che forza con il dritto incrociato e induce all’errore Nadal.

Dopo un’ora e 45 minuti, l’austriaco graffia così il terzo 7-5 in due giorni e agguanta la parità nel computo dei set. È appena la quarta volta in 12 finali parigine che lo spagnolo chiude il secondo set sul punteggio di 1-1.

Il set vinto causa però un calo di tensione notevole in Thiem, che in apertura di terzo gioca un game di servizio disastroso, concedendo subito il break addirittura a zero. Il passaggio a vuoto dell’austriaco diventa prolungato e ne condiziona irrimediabilmente il terzo set: con uno spaventoso parziale di 16 punti a 1, Nadal ottiene infatti il doppio break di vantaggio e vola sul 4-0.

Grazie ad un nuovo break realizzato sul finale di set, il maiorchino impatta sul 6-1 e si riprende con rabbia il parziale di vantaggio. L'austriaco, che adesso sembra pagare dazio alla stanchezza, tenta la reazione in apertura di quarto set, ma Nadal annulla con freddezza la palla break concessa nel gioco inaugurale.

Nel game successivo, è Rafa a salire a duplice palla break, ma a differenza del suo avversario lo spagnolo sfrutta subito l'occasione e graffia il break che gli regala il 2-0. Annullate due palle del'immediato contro-break con due ottime prime di servizio, Nadal conferma il break e sale 3-0, mettendo di fatto in cassaforte la finale.

Thiem è alle corde, le forze non sono più quelle del primo set e inevitabilmente fioccano gli errori: sotto 0-40, il numero 4 del seeding si aggrappa all'orgoglio per salvare tutte e tre le palle break, e con due ace e un dritto inside-in riesce nell'impresa di restare quantomeno in vita nel punteggio.

Rafa però non molla di un millimetro: sente l'odore della preda, vuole chiudere subito i conti. Nel sesto game l'iberico approda nuovamente a palla break, e anche stavolta Thiem si salva con una grande stop-volley in allungo, che bacia il nastro e si deposita anche un po' fortunosamente aldilà della rete.

L'austriaco è però ormai a corto di energie, e con un back affossato in rete e un dritto sparato in corridoio si consegna definitivamente all'avversario: dopo tre ore esatte di partita, Nadal chiude i conti con un nuovo 6-1 e si conferma il re indiscusso di Parigi.