Roland Garros - Thiem ancora in finale! Niente Grande Slam per Djokovic


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Roland Garros - Thiem ancora in finale! Niente Grande Slam per Djokovic

È Dominic Thiem, anche questa stagione, il vero anti-Nadal sul rosso: e non è un caso che, per il secondo anno consecutivo, siano questi due a contendersi il titolo al Roland Garros. L’austriaco ne dà conferma in semifinale, completando contro Novak Djokovic l’opera che era stato costretto ad interrompere ieri, causa pioggia, vento e un serbo ben poco intenzionato a proseguire il match.

Con il successo di oggi, Thiem mette a tacere sul nascere quelle polemiche che, in caso di vittoria di Nole, sarebbero a torto o a ragione divampate: e lo fa chiudendo con personalità il terzo set, dove conduceva 3-1 e servizio prima dell’interruzione, e poi archiviando la pratica con un sofferto 6-2 3-6 7-5 5-7 7-5 al quinto.

Dominic diventa così il primo tennista austriaco a raggiungere per almeno due volte la finale di uno Slam: l’unico a riuscire nell’impresa (una sola volta però) era stato Thomas Muster, campione proprio qui a Parigi nel 1995.

Per lui si tratta inoltre della prima vittoria in carriera contro un numero 1 in uno Slam: nelle precedenti quattro occasioni, Thiem aveva sempre perso. Djokovic interrompe invece un parziale di 26 vittorie consecutive nei Major, manca il secondo Novak Slam della sua carriera ed abbandona, almeno per quest’anno, il sogno Grande Slam.

Nole aveva vinto 9 degli ultimi 10 match finiti al quinto set, mentre Thiem, che prima di oggi era 6/12 nelle sfide concluse al quinto, non aveva mai giocato cinque set a Parigi. È un Djokovic molto diverso quello che scende in campo quest’oggi, rispetto alla versione nervosa e fallosa di ieri.

Il numero 1 del mondo approda a palla break già nel game inaugurale, ma Thiem è bravo a salvarsi. L’austriaco capitola però nel settimo gioco, e nel turno successivo Nole ricuce lo svantaggio sul 4-4.

È qui che sopraggiunge il momento cruciale del parziale, e forse dell'intera semifinale. Salito per il terzo turno di risposta consecutivo a palla break, Nole organizza una difesa fantascientifica per rintuzzare gli attacchi forsennati dell’avversario, e poi cerca di punirlo con un velenoso passante; Thiem, pizzicato nella terra di nessuno, opta per una smorzata di fortuna, che bacia il nastro e si deposita miracolosamente aldilà della rete.

Annullata una seconda palla break con una gran prima al centro, Thiem sale finalmente 5-4 e poi si assicura la certezza del tie-break con il game del 6-5. Al servizio per allungare il set, Djokovic torna a commettere errori, sia con il dritto che con il rovescio, e inevitabilmente fioccano i set point per l’austriaco: il primo se ne va con un errore in lunghezza con il back, il secondo viene annullato da una gran prima di Nole, che da sinistra si affida sempre di più al serve and volley quando serve controvento.

Ed è proprio l’ennesimo serve and volley a tradirlo: Nole gioca una prima non eccezionale e verticalizza a rete, dove però subisce la risposta sui piedi di Thiem, che torna così in vantaggio di un set.

Proprio quando sembra che il classe ’93 abbia il match in pugno, qualcosa evidentemente scatta nella mente dell’austriaco. Che sia paura di vincere o meno, sta di fatto che nel quarto set è Djokovic, senza fare niente di speciale e anzi manifestando un atteggiamento di nuovo negativo, a passare avanti di un break nel terzo gioco.

Thiem colma immediatamente lo svantaggio e risale fino al 2-2, ma nel quinto game è ancora bloccato e concede un nuovo break, addirittura a 0. Con un parziale di otto punti consecutivi, un Nole sornione sale avanti 4-2 e sembra mettere una seria ipoteca sul quarto set.

Sembra, appunto: perchè invece, nell’ottavo game, il belgradese esce di nuovo di scena, sbagliando sul 30-30 un rovescio all’uscita dal servizio e poi tentando un’insensata palla corta, che si ferma sotto il nastro.

Salito 5-4, l'austriaco si porta sullo 0-15 nel turno di battuta del serbo, a tre punti dal match; Nole si salva con quattro punti di fila e nel turno di risposta successivo confeziona un nuovo break, anche grazie ai regali di Thiem, che sul 30-40 commette un sanguinoso doppio fallo.

Al servizio per chiudere, Djokovic non trema, restituisce all'avversario il 7-5 subito e forza il match al quinto set, dopo tre ore e dieci minuti di battaglia. È il vento, più che Nole, ad annullare a Thiem la prima palla break del quinto set, dopo che l'austriaco vi era approdato con un magico ricamo di rovescio nei pressi della rete; mentre è Nole, nel terzo, ad auto-annullarsi una palla break con una brutissima scelta su un recupero dopo l'ennesima smorzata di Thiem.

È il secondo turning point del match, dopo quel nastro austriaco sul 4-4 nel terzo: al servizio controvento e sotto 1-2, Djokovic gioca un game disastroso e cede il servizio a 15, Thiem ringrazia e nel gioco successivo scappa sul 4-1.

È un colpo durissimo per il serbo, che nel sesto game va sotto 30-40 e concede una palla break parente stretta di un match point, salvandosi con un gran dritto a sventaglio. Sul 40-40, un improvviso scroscio di pioggia causa una nuova sospensione, che però stavolta dura poco: dopo un'ora si torna infatti in campo, e ancora la pausa sembra essere favorevole al serbo.

Annullata una nuova palla del 5-1, un Djokovic ispirato graffia infatti da campione il clamoroso contro-break. Nel game successivo, succede l'inverosimile: Nole, che sembra in assoluto controllo, sale 30-0 ma poi commette quattro gravi gratuiti, tra cui un doppio fallo.

Thiem va al servizio per la finale, sale 40-15 ma poi la tensione lo blocca totalmente, e i due match point sfumano con due errori con il back, prima che l'austriaco consegni ai vantaggi l'ennesimo contro-break di una partita infinita.

È il momento più difficile per il classe '93, che però ha il merito, sul 5-5, di tenere a zero un delicatissimo turno di servizio. Per la seconda volta, Djokovic è così costretto a servire per allungare il match, ma stavolta gli dei del tennis non sono dalla sua parte: il serbo ha due occasioni per chiudere il punto del 6-6, ma le fallisce entrambe e poi concede il terzo match point all'avversario con un gratuito col dritto.

Stavolta Thiem non si lascia sfuggire la preziosa opportunità, chiudendo i conti con un dritto inside-in su cui Djokovic non può nulla, per il definitivo 7-5 dopo 4 ore e 20 minuti di grandi emozioni. Domani, contro un Nadal già di per sè favorito e per di più riposato, sarà durissima per Dominic: ma quest'oggi l'austriaco ha dimostrato di avere i colpi e il carattere per tentare di bissare, 24 anni dopo, l'impresa di Muster.