Roland Garros - La legge di Nadal è inflessibile: Federer k.o.


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Roland Garros - La legge di Nadal è inflessibile: Federer k.o.

Rafa Nadal aveva vinto le cinque sfide a Parigi. Roger Federer aveva vinto le ultime cinque sfide. Cinque anche come gli anni trascorsi dall’ultimo successo del maiorchino, che pure in carriera ne aveva infilati addirittura 23 in 38 partire.

Questo digiuno, quasi troppo per essere vero, aveva provato a mettere del pepe su una partita che la storia insegna essere chiusa, sulla terra battuta s’intende naturalmente. Federer ha provato con talento, con orgoglio, con quello che poteva fare.

Non è stato abbastanza e su questo, francamente, c’erano pochi dubbi. Troppo forte Nadal sul rosso, addirittura impossibile giocarci contro quando la terra sotto ai piedi è quella di Parigi che lo ha visto vincitore in 92 delle 94 partite disputate a Porte d’Auteil.

La legge di Rafa comanda anche oggi: il sesto k.o. di Federer sulle sei partite giocate al Roland Garros vale al diavolo di Manacor la dodicesima finale in questo torneo, ad alimentare un record onestamente tanto imponderabile quanto imbattibile.

Eolo decide di soffiare forte per complicare i piani sul Philippe Chatrier del trentanovesimo atto della saga non più longeva, ma sicuramente più affascinante della storia del tennis. Federer manca la palla break poco dopo il “play” del giudice di sedia, Nadal no o, meglio, si fa riprendere dal 15-40, ma poi fa centro.

Passa pochissimo e Rafa è già sul 3-0, apparecchiando la tavola a una vittoria mai veramente in discussione. Federer trova il modo di rientrare, accorcia sul 2-3 e poi arriva il game-fiume all’interno del quale, sostanzialmente, si condensa l’intero primo set: Federer è un leone generoso che salva cinque palle break prima di arrendersi al termine di un game durato 18 punti.

Il nuovo allungo è quello buono per Rafa che attende il proprio servizio e timbra il 6-3 finale dopo 51 minuti. Federer, oltre a Nadal, deve combattere e domare il vento, che gli ostacola il cammino verso la rete. Nonostante ciò, lo svizzero riesce nell’acuto che lo manda in fuga sul 2-0 in avvio di secondo, tentativo immediatamente sedato dal ritorno di Rafa che, per una volta, ha una bassa percentuale di realizzazione delle palle break.

Federer fa corsa di testa fino al 4-3 quando riesce a ritagliarsi una minima chance in risposta che, però, viene rispedita al mittente da un dritto mostruoso di Nadal. È ancora il dritto del maiorchino a fare la differenza sul 4-4 quando Federer dilapida un vantaggio di 40-0 e finisce col subire cinque punti in fila.

Termina sostanzialmente qui la corsa di Federer. Nadal con agio trasforma in oro il break appena acciuffato e firma il 6-4 con cui blinda il successo. In avvio di terzo set ci si mette anche il nastro a complicare la vita a Federer: il break di Nadal che arriva sull’1-1 è la parola fine sul trentanovesimo “Fedal”.

Per la fine ufficiale occorre un po' di più, anche se in realtà non tanto. Rafa mette un altro break di distanza tra sé e Federer e chiude dopo due ore e mezza sul 6-2.