Roland Garros, "quali": Travaglia a caccia del suo personale Grand Slam


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Roland Garros, "quali": Travaglia a caccia del suo personale Grand Slam

Ognuno ha il suo Grande Slam da raggiungere. Stefano Travaglia potrebbe ottenere il suo: l'ascolano è a una sola partita dall'en-plein di qualificazioni nei tornei del Grande Slam. Il Roland Garros è l'unico Major in cui non ha ancora giocato nel tabellone principale, ma stavolta potrebbe essere la volta buona.

Accreditato della 13esima testa di serie, ha vinto una partita di routine contro il serbo Nino Serdarusic e gli basterà vincere un altro match per entrare tra i magnifici 128. Non sarà facile, perché il suo prossimo avversario sarà l'esperto Steve Darcis.

Dopo un 2018 ai box, in cui ha anche tentato l'esperienza di coach, il belga si è rilanciato nel tour e, sia pure tra alti e bassi, sta cercando di ricostruirsi una classifica dignitosa. Sfruttando un buon tabellone, si è portato a ridosso del main draw, che a Parigi non frequenta da due anni.

Travaglia parte favorito: dovesse farcela, sarebbe la sesta qualificazione in un Major. Non ha mai giocato nel main draw di Parigi neanche Salvatore Caruso. Il 2019 non è una stagione semplice per il siciliano, ma chissà che la svolta non possa arrivare proprio al Roland Garros: sfruttando la maggiore adattabilità alla superficie, ha vinto piuttosto agevolmente contro il cinese Zhang.

Per accedere al main draw dovrà centrare una mezza impresa contro l'imprevedibile Dustin Brown. È legittimo parlare di “impresa” perché “Sabbo” non ha mai vinto contro Brown in tre precedenti, compreso uno sulla terra battuta, al Challenger di Szczecin nel 2016.

Lotterà per un posto in tabellone anche Simone Bolelli. Il bolognese, molto probabilmente giunto al suo ultimo Roland Garros, ha superato in tre set il tedesco Dominik Koepfer. Il "Bole" ha fatto valere la sua esperienza, perché i dati statistici dell'avversario erano migliori: 32 vincenti e 32 errori contro 30 vincenti e 40 errori.

Per fortuna Simone l'ha spuntata 6-1 3-6 6-3 e adesso si giocherà l'accesso in tabellone contro l'esperto Go Soeda, un anno più grande di lui. Il giapponese non è un grande specialista della terra battuta, dunque Bolelli partirà favorito, anche perchè ha vinto senza patemi l'unico precedente, quattro anni fa sull'erba di Nottingham.

Saranno loro le nostre speranze di far crescere il numero di azzurri in tabellone, poiché alle tre vittorie si sono accompagnate tre sconfitte. La più dolorosa riguarda Gianluca Mager: con un tennis brillante, il ligure stava per centrare l'exploit contro Santiago Giraldo.

Purtroppo ha perso il tie-break del secondo set e un problema al polpaccio sinistro lo ha costretto ad alzare bandiera bianca quando era in svantaggio 3-0 nel terzo. Peccato. Fuori anche Gianluigi Quinzi, battuto dal francese Manuel Guinard.

Sotto di un set e di un break, l'ex n.1 junior ha giocato un secondo set battagliero ma si è arreso al tie-break in un clima molto vivace, con il pubblico tutto a favore del transalpino. Male Stefano Napolitano, che ha raccolto appena cinque giochi contro il tedesco Oscar Otte, un 6-4 6-1 che ammette poche repliche.

Peccato, perché Parigi evocava ottimi ricordi – i migliori della carriera – al 24enne di Biella. È però arrivata una buona notizia dal tabellone femminile, in cui Giulia Gatto Monticone si è tolta la soddisfazione di vincere la sua prima partita in uno Slam, sia pure nelle qualificazioni.

Riuscirsi a 32 anni vale ancora di più: si è imposta (contro classifica, n.167 WTA contro 146) sulla russa Varvara Flink. La piemontese si è aggiunta a Trevisan e Paolini, e proseguirà la sua avventura giovedì contro l'americana Francesca Di Lorenzo (brava a superare una giocatrice esperta come la McHale).