ROLAND GARROS - Stephens, il sogno continua: sarà finale con Halep



by ALESSANDRO MASTROLUCA

ROLAND GARROS - Stephens, il sogno continua: sarà finale con Halep

Non c'è storia nella prima semifinale tutta made in Usa a Parigi dal 2002, dal successo di Serena su Jennifer Capriati. Sloane Stephens domina l'amica Madison Keys, conquista la seconda finale Slam in carriera e la dodicesima vittoria in stagione sul rosso.

Grazie al 6-4 6-4 diventa la prima statunitense diversa da Serena e Venus Williams in top 5 dai tempi di Lindsay Davenport, che lascerà l'incarico di coach di Keys, nel 2006. Tra Stephens e il titolo la numero 1 del mondo Simona Halep, che l'ha battuta cinque volte su sette, e due volte su due sul rosso.

La finalista dello Us Open, la più giovane statunitense in semifinale al Roland Garros dal 2003 (Serena Williams ci arrivò allora a 21 anni e 255 giorni), inizia in salita. E sarà una salita continua, scandita da 39 gratuiti.

Keys, che rientra in top 10 grazie alla semifinale, punta a diventare la decima giocatrice non compresa fra le prime dodici teste di serie in finale al Roland Garros nell'era Open nel singolare femminile. Ma Stephens, che evidenzia tutta la tranquillità, la convinzione, la completezza acquisita con Kamau Murray.

Un break basta a chiudere il primo set, un lob morbidissimo illumina il primo game del secondo. Epifania di pensiero veloce e controllo, precisione e sicurezza, che determinano l'andamento del match più delle isolate pennellate di potenza di Keys.

L'emotività smorza l'efficacia dei colpi e una seconda poco incisiva permette subito a Stephens di anticipare in risposta e comandare lo scambio. Keys gioca con traiettorie più alte aspettando l'occasione di spingere col dritto.

Accorcia però in maniera fin troppo evidente ogni volta che Stephens, più rapida e completa nella copertura del campo, la chiude nell'angolo sinistro. Per questo, dal lato del rovescio, col passare dei game cerca di uscire presto dallo scambio sulla diagonale con l'accelerazione in lungolinea.

Ma le manca la costanza, e gli errori si moltiplicano. Stephens, già sicura di diventare la 44ma giocatrice a superare i 10 milioni di prize money nella storia della WTA, fa praticamente quel che vuole. Apre anche il secondo set con un break di vantaggio, disegna diagonali stretti col rovescio, vince più del 60% di punti con la seconda, amministra con la sicurezza di chi ha perso solo 6 partite su 56 negli Slam da un set sopra.

Keys, che invece nei major ha rimontato solo 7 volte su 25, 2 nelle ultime sette occasioni dal Roland Garros 2016, preferisce il piazzamento alla forza al servizio e non incide in risposta. Così, però, si condanna a cedere il controllo del gioco già dall'inizio dello scambio.

Cercare la sola potenza, con colpi piatti e centrali, non consente di farsi illusioni. Può solo recuperare un break di vantaggio, accorciare da 2-5 a 4-5. Ma Stephens chiude a campo aperto una semifinale meno equilibrato di quanto il punteggio possa far supporre. Il sogno dell'americana a Parigi continua.

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