ROLAND GARROS - Brivido Sharapova, sorride Serena Williams


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ROLAND GARROS - Brivido Sharapova, sorride Serena Williams

Pioggia e Francia, un racconto di illusioni, un cammino di inattese fatiche e inaspettate speranze. Maria Sharapova rischia di perdere una partita che sembrava già vinta, spreca un vantaggio di un set e di un break, poi nel terzo rimonta dopo aver perso il servizio per prima.

Richel Hogenkamp, che non vince un match da Seoul 2017, manca della fiducia e del killer instinct per punire la russa della sorprendente confusione. Sharapova, che da Wimbledon 2008 non perde in uno Slam da un'avversaria così in basso in classifica come la numero 133 del mondo, mette in fila gli ultimi cinque game, chiude 6-1 4-6 6-3 e si conferma terza giocatrice in attività con più successi Slam, 189.

Nel primo set non c'è partita. Sharapova chiude con 12 vincenti a due il suo primo set al Roland Garros dal 2015 contro l'olandese che nell'ultimo torneo prima del Roland Garros, a Saint Guades, perdeva in due set contro la numero 174 del mondo, Grammatikopoulou.

Una palla corta e un passante nei piedi portano Sharapva avanti di un break anche nel secondo. Hogenkamp, però, alleggerita da ogni tensione, risponde più profondo e gioca più libera. Sharapova si rilassa, s'annebbia, si confonde fino a perdere il servizio tre volte di fila negli ultimi tre turni di battuta del secondo set.

Hogenkamp accarezza la prospettiva di una quarta vittoria contro una top 30 in carriera quando Sharapova, battuta solo tre volte al primo turno in uno Slam, va sotto di un break all'inizio del terzo. Ma tra un successo e una quasi vittoria la differenza salta agli occhi.

E sta tutta nell'errore sul dritto corto con cui Hogenkamp, perso il vantaggio nel quinto game, ha mancato la prima delle due chances per salire 4-2 e servizio. È la leva che serviva a Sharapova, capace di 35 vincenti a 16 nonostante 29 gratuiti a 21, per evitare la quarta sconfitta al terzo set a Parigi.

La nerovestita Serena Williams, inguainata in un outfit attillato da catwoman, al primo match in uno Slam dall'Australian Open 2017 neutralizza 7-6 6-4 la sorella dell'ultima giocatrice che l'abbia battuta in un major, Kristyna Pliskova.

Un paio di segreti e trucchi Karolina glieli ha anche svelati, ma Krystina incassa la quarta eliminazione al primo turno in quattro Roland Garros, e forse non è un caso. Colpa della poca profondità in risposta nel primo set, della difficoltà a giocare su angoli stretti e variare le traiettorie.

Merito di una Serena non ancora convincente, ma decisa ad appoggiarsi sullo spirito e l'esperienza quando il fisico non basta: così matura la vittoria numero 317 in un major in carriera. Perde solo un punto con la prima nel set d'apertura “madame Williams”, che negli Slam ha perso solo una volta al primo turno, qui nel 2012 contro Razzano, match che la convinse ad avviare il nuovo percorso con Patrick Mouratoglou.

Da quel “dimmi qualcosa” dopo la prima sessione di allenamento con gli sparring è cambiato tutto. Serena dal centro riesce a spostare il gioco e l'avversaria, in quello che diventa soprattutto un test sulla condizione mentale e sulla reattività negli spostamenti.

Non è certo il viatico per guadagnare ritmo nell'assenza quasi totale di scambi prolungati. Tre ace e due doppi falli scandiscono un epico secondo game, deciso dall'errore banale di Serena che vale a Pliskova il break del 2-0.

Il vantaggio, però, dura lo spazio di pochi punti. Il doppio fallo sulla palla dell'immediato controbreak è solo la prima epifania della distanza tra desiderio e ambizione. Pliskova gioca più il dritto lungolinea, recupera di nuovo un break di svantaggio ma Serena riscopre gli occhi della tigre e completa la 168ma vittoria sul rosso in carriera.

Ci mette un po' a sbloccarsi Garbine Muguruza sulla terra umida. Vanno ai vantaggi i primi cinque game contro Svetlana Kuznetsova. Inizia una striscia di tre break di fila che la porta a servire per il set: un'occasione mancata prima della pioggia.

Dopo aver dominato il tiebreak, comunque, la spagnola chiude 7-6 6-2. Kuznetsova subisce così la prima sconfitta al primo turno al Roland Garros da 15 anni, dal suo debutto nel 2003 quando vinse il primo set prima di cedere 11-9 al terzo contro la numero 18 del seeding Meghann Shaughnessy.

Testa di serie nel 17mo Slam di fila, Muguruza affronterà la nizzarda Fiona Ferro, belga di nascita, che non era mai arrivata al secondo turno in un major. La spagnola, che ha chiuso al terzo match point sul dritto lungo della russa, completa la 54ma vittoria in un major, la sesta in sette incontri contro Kuznetsova, la terza su tre nei confronti della russa in uno Slam.

Muguruza, che per la seconda volta di fila incontra al primo turno a Parigi un'ex campionessa del Roland Garros, è la prima a portarsi avanti di un break. La reazione di Kuznetsova, che nella parte centrale del primo set riesce con maggiore continuità ad anticipare le accelerazioni da fondo, non basta a fermare la marcia della spagnola, capace di invertire gli scenari del match col rovescio lungolinea.

Arrivata a Parigi con tre vittorie su sette partite sul rosso quest'anno, Kuznetsova ha cercato di aprirsi più il campo al servizio. Il break del 4-3 ha proiettato la spagnola a servire per il primo set, un'occasione sfumata prima della pioggia.

Muguruza, che ha servito con più costanza contro il rovescio della russa, ha fatto la differenza con le 32 discese a rete, con il 48% dei punti in risposta, con tre vincenti in più (27 a 24) e due errori in meno (31 a 33).

Mai battuta al primo turno qui, domina 7-0 il tiebreak (2-4 il suo bilancio in stagione) e raggiunge un luogo in cui Kuznetsova non può arrivare. La russa può al massimo sfoderare due pennellate d'autore per salvare i primi due match point, ma rimane una consolazione piccola quanto tardiva.

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