Sara Errani Risponde a TWI: ´Il dito alla fine era per Pablo´. Arnaboldi: ´Mi porto via tutto´


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Sara Errani Risponde a TWI: ´Il dito alla fine era per Pablo´. Arnaboldi: ´Mi porto via tutto´

Dal nostro inviato a Parigi, Ivan Pasquariello
SARA ERRANI

Sara Errani viene chiamata nella sala stampa principale al Roland Garros, mentre alla sua prossima avversaria Andrea Petkovic tocca andare nella più raccolta numero due.

Questo succede quando qualcuna a Parigi ha raggiunto la finale, la legge di chi è andato più lontano.

E improvvisamente il grugno e l’insoddisfazione visti in campo oggi contro la Witthoeft sono scomparsi, lasciando spazio a un sorriso più tranquillo, rilassato.

Secondo me è stata una bella partita, lei penso giochi davvero molto bene.

Sul 4-1 nel secondo ho provato a spingere e poi a rallentare e lei mi è completamente passata sopra, ma è andata bene”.

Il nostro inviato a Parigi ha chiesto a Sara che cosa significasse quel dito puntato alla fine della partita, quasi a voler gridare di avercela fatta.

Il dito l’ho puntato verso Pablo (Lozano, il suo allenatore, ndr) alla fine, lui mi aveva avvertito che la mia avversaria sapeva giocare molto bene.

Aveva ragione, spinge davvero molto bene. Ma sono riuscita a riprendermi bene nel terzo. Peccato per il vantaggio sprecato nel secondo set”.

Prossima avversaria per Sara sarà Andrea Petkovic, la stessa che un anno fa qui a Parigi le ha negato la terza semifinale.

Le condizioni qui cambiano molto con il clima e arrivano a essere determinanti. Io preferisco che ci sia il sole.

L’anno scorso piovigginava quando ho giocato contro Andrea. Quando è brutto io faccio fatica a muovere la palla, perché le palle diventano pesantissime. Lei è una giocatrice forte. Spinge molto bene. Dovrò cercare di giocare profondo e di farla muovere.”

Oggi la palla corta mi ha aiutato.

È un colpo che va a sensazione. Ultimamente non mi riusciva gran che. Le avevo giocate tutte a Stoccarda, si vede che avevo finito il Bonus. Oggi sono riuscita a farne alcune vincenti”.

ANDREA ARNABOLDI

Andrea Arnaboldi è tranquillo nonostante la sconfitta quando entra nella Sala Stampa numero due a Parigi.

Peccato per il doppio fallo nel tie-break. Nel primo set ho dominato, ho avuto chances di vincerlo, ma non ce l’ho fatta.

Ho accusato il colpo di quei due set point e non sono stato capace di mantenere il livello per tutto il match. Mi è mancata la spinta, ed è quello che voglio migliorare. Mi sono sentito stanco mentalmente, e di conseguenza poi nel fisico.

Probabilmente se avessi vinto il primo sarei stato più energico nel secondo. Dopo quel primo set ho iniziato a sentire la stanchezza dei match precedenti. È stato bravo lui nei punti importante. Quando giocavo mi rendevo conto che come livello di gioco ci posso stare, pur lui essendo un vincitore Slam.

La differenza l’ha fatta l’intensità mentale che ha avuto per tutta la partita. Lui a quel livello gioca tutto il tempo, quello è impressionante.”

Un primo set giocato alla pari contro un vincitore Slam vale di più?

“Il mio livello era buono, come negli altri match.

Ho giocato bene sul servizio e anche in risposta. Come livello di attenzione, concentrazione e intensità è stato forse il miglior set che ho giocato qui a Parigi”.

‘Mi porto dietro tutto da questo torneo.

A partire dalle qualificazioni, anche i match che ho giocato prima e dopo e oggi. Mi ha dato spunti per continuare a migliorarmi”.