'Era talento puro': Ferrer celebra Roger Federer



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'Era talento puro': Ferrer celebra Roger Federer

L’ultima esibizione di Roger Federer da tennista professionista ha fatto scendere moltissime lacrime. Il fuoriclasse svizzero ha chiuso la sua leggendaria carriera giocando un doppio con Rafael Nadal alla Laver Cup, andata in scena alla O2 Arena di Londra dal 23 al 25 settembre.

I due sono stati sconfitti dagli americani Frances Tiafoe e Jack Sock, bravi ad annullare un match point sul servizio del Re. Al termine del match, il 20 volte campione Slam ha ricevuto uno splendido tributo e ha detto qualche parola ai microfoni di Jim Courier.

Sia Roger che Rafa sono scoppiati a piangere e si sono tenuti per mano, un’immagine iconica che ha fatto il giro del mondo in pochissimi secondi. L’ex numero 1 ATP ha accettato con serenità l’idea del ritiro, essendo consapevole dei propri limiti e di non poter più essere competitivo ad alti livelli.

Il ginocchio destro gli ha dato enormi problemi negli ultimi due anni e mezzo, costringendolo a ben tre operazioni. Ai microfoni di Eurosport Spagna, David Ferrer ha speso belle parole per Federer.

Ferrer celebra Roger Federer

“Non sono mai riuscito a battere Roger Federer nel circuito maggiore, nonostante ci siamo affrontati ben 17 volte” – ha esordito Ferrer.

“Mi ha sempre fatto sentire un po’ frustrato in campo. Aveva la capacità di cambiare molto bene il ritmo dello scambio, aveva un perfetto controllo della pallina e con quel polso faceva ciò che voleva.

Roger era talento puro” – ha aggiunto l’iberico. L’omaggio di ‘Ferru’ è proseguito: “In fondo, parlare di Federer equivale a parlare di uno dei più grandi atleti di sempre.

Oltre ad aver contribuito alla crescita e al progresso del nostro sport, la sua rivalità con Rafael Nadal ha portato il tennis in un’altra dimensione. Il tennis perde molto senza di lui”. Sempre ai microfoni di Eurosport, Ivan Ljubicic ha commentato l’ultima partita del Maestro a Londra: “Sapevamo che sarebbe stata una serata emozionante e struggente. Nessuno di noi è riuscito a trattenere le proprie emozioni. Volevamo che fosse una festa, non un funerale”.