'Dispiaceva più a me che a lui': il bizzarro aneddoto di Luthi su Roger Federer



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'Dispiaceva più a me che a lui': il bizzarro aneddoto di Luthi su Roger Federer

La carriera di Roger Federer è ufficialmente terminata venerdì 23 settembre. Il fuoriclasse svizzero ha preso parte alla Laver Cup, l’esibizione da lui stesso fondata, giocando il suo ultimo match al fianco del suo amico e ormai ex rivale Rafael Nadal.

I due sono stati sconfitti dagli americani Frances Tiafoe e Jack Sock, ma il risultato era ininfluente in una serata del genere. Al termine dell’incontro, il Maestro ha ricevuto un bellissimo tributo che ha fatto commuovere tutti.

Le lacrime di Roger e Rafa hanno fatto il giro del mondo, oltre ad aver certificato il profondo e sincero legame tra i due. Nonostante i suoi problemi personali, lo spagnolo è comunque volato a Londra per salutare uno dei più grandi atleti di sempre.

Il 41enne di Basilea ha accettato serenamente l’idea del ritiro, sapendo di non avere più nulla da dimostrare e non volendo stressare ulteriormente il suo ginocchio malconcio. In una recente intervista, Severin Luthi ha raccontato un aneddoto molto divertente che risale a 13 anni fa.

L'aneddoto di Luthi

“Le persone non si rendono conto di quanto Roger Federer si preoccupi per gli altri. Nel 2009, ha perso una partita contro Jo-Wilfried Tsonga a Montreal dopo essere stato avanti 5-1 nel terzo set.

Io ero un po’ deluso dopo il match e non riuscivo a nasconderlo” – ha ricordato Luthi. “Roger mi ha chiesto se andava tutto bene e io gli risposto di sì. Ero solo un po’ triste e mi chiedevo cosa avrei potuto fare di diverso, anche se sapevo che dipendeva al 98% da lui.

Federer mi ha detto: ‘Penso che a volte tu sia più dispiaciuto di me quando perdo una partita’. Probabilmente era vero!” – ha aggiunto Severin lasciandosi andare ad una fragorosa risata. Luthi ha commentato la decisione del Re di ritirarsi: “La verità è che il suo ginocchio non ha fatto abbastanza progressi.

A 41 anni e con più di 1500 partite alle spalle, era impossibile continuare. Il ritiro di Roger è stata una combinazione di questi fattori”.