'Non smettevo di singhiozzare': Roger Federer ha ancora la pelle d'oca



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'Non smettevo di singhiozzare': Roger Federer ha ancora la pelle d'oca

Sono passati diversi giorni dall’addio di Roger Federer, ma le emozioni sono ancora vive nel cuore e nella mente di tutti gli appassionati. Durante la prima giornata della Laver Cup, il Re ha disputato il suo ultimo match al fianco di Rafael Nadal prima di appendere la racchetta al chiodo.

I due sono stati sconfitti dagli americani Frances Tiafoe e Jack Sock, che si sono presi anche qualche critica, ma il risultato non era minimamente importante quella sera. Il fenomeno svizzero ha ricevuto uno splendido tributo al termine dell’incontro, oltre ad essersi goduto il momento del ritiro insieme alla sua famiglia e ai suoi grandi rivali.

La magnifica esibizione di Ellie Goulding ha reso la cerimonia ancora più elettrizzante e struggente. Le lacrime di Roger e Rafa hanno fatto il giro del mondo, così come la foto che li ritrae mano nella mano in panchina.

In un’intervista rilasciata al New York Times, il 20 volte campione Slam ha commentato quella che è diventata a tutti gli effetti un’immagine iconica.

Re Roger spiega il suo gesto

“Sì, ho visto quell’immagine.

È stato un momento breve ma estremamente intenso” – ha dichiarato Federer. “Ero super emozionato e non riuscivo a smettere di singhiozzare. Quando Ellie Goulding ha iniziato a cantare, l’atmosfera è diventata ancora più elettrica e l’attenzione si è spostata su di lei.

Ovviamente non potevo parlare in quel frangente e ho dato la mano a Rafa per ringraziarlo” – ha aggiunto. Lo svizzero ha poi ricordato il suo ultimo Wimbledon: “Ho perso contro Felix Auger-Aliassime ad Halle e ho pianto dopo quel match, perché sapevo che non avrei vinto Wimbledon.

Ero consapevole di non avere chance a Londra, ma volevo esserci a tutti i costi. Dopo aver superato Mannarino con un pizzico di fortuna, mi sono sentito meglio nei turni successivi. Ho giocato bene contro Norrie e credevo di avere una chance contro Matteo Berrettini se avessi battuto Hubert Hurkacz nei quarti.

Avevo già sconfitto Matteo a Wimbledon nel 2019, forse avrei potuto farlo di nuovo. Tuttavia – quando è finita la partita contro Hurkacz – ero devastato. Ho capito che ero lontanissimo dal livello necessario per vincere uno Slam”.