"Mi mancherà": il pensiero di Fabio Fognini sul ritiro di Roger Federer



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"Mi mancherà": il pensiero di Fabio Fognini sul ritiro di Roger Federer

Si è inevitabilmente preso la scena del momento e non poteva essere altrimenti. Roger Federer sarà ancora per circa 10 giorni un tennista professionista ancora in attività: giovedì 15 settembre, attraverso i suoi canali social, l'atleta svizzero ha sciolto ogni dubbio e pubblicato una lettera commovente con la quale ha cominciato a dare l'addio definitivo al tennis.

Il 41enne non è riuscito a recuperare a pieno dagli ultimi infortuni e il suo fisico non gli ha permesso un ritorno speciale nel circuito maggiore per qualche altro mese. A commentare la notizia davvero tutti i personaggi coinvolti nel tennis, fra addetti ai lavori e giocatori.

Recentemente anche l'italiano Fabio Fognini ha espresso i suoi pensieri sul campione vincitore di 20 titoli del Grande Slam, direttamente da Bologna, città in cui si sta giocando il girone A della Coppa Davis (fra le squadre protagoniste c'è naturalmente l'Italia).

Le parole di Fognini

L'azzurro ha affermato: "Tutti si ricordano di lui non solo per quello che ha fatto, ma per la sua eleganza e per quello che è. Per lo sport in generale, per noi, per me è una bella botta: è un'icona di questo sport.

Mi mancherà vederlo giocare. Sono contento di aver vissuto quest'epoca di 15 anni dove ho incrociato quattro fenomeni" ha dichiarato. Poi ha sottolineato nell'intervista: "Ricordo ancora i consigli che mi diedero lui e Rafa alla Laver Cup nel 2019.

Un altro aneddoto: quando giocai sul Centrale di Wimbledon contro di lui, mi avvisarono che quel giorno c'era la Regina. Gli dissi di andare avanti, di dirmi cosa dovevo fare perché non sapevo come comportarmi" ha aggiunto.

Poi ha concluso: "Quando lo sentirò gli farò un grosso in bocca al lupo per la sua nuova avventura, sicuramente la famiglia sarà la sua priorità. Spero da appassionato e da collega che rimanga nel nostro sport". L'ultimo incontro fra i due resterà a Parigi-Bercy nel 2018, in cui a prevalere fu lo svizzero.