Tsitsipas commenta la sua presenza in Laver Cup con Roger Federer: "È un privilegio"



by MARTINA SESSA

Tsitsipas commenta la sua presenza in Laver Cup con Roger Federer: "È un privilegio"

Stefanos Tsitsipas è arrivato a New York con grandi premesse. Il numero cinque del mondo arriva da un’ottima settimana a Cincinnati, che non si è conclusa nel migliore dei modi: superato Medvedev in semifinale, si è arreso nell’ultimo atto contro Borna Coric in due set, in una finale che lo stesso greco non ha disputato al meglio.

Cancellare la finale del Masters 1000 per ripartire agli Us Open: questo è l’obiettivo del tennista greco. “Sono più che felice di essere a New York. Mi sono divertito ad allenarmi in questi due giorni, sono stati dei bei giorni di preparazione.

Non mi aspettavo di arrivare in finale a Cincinnati. Qui trovo le condizioni più calde e umide. Tutti combattono per il trofeo, me compreso. La mia condizione fisica sarà molto importante, devo iniziare il torneo Slam forte”, ha detto il numero uno greco nella conferenza stampa pre-Us Open.

Dopo l’ultimo Grande Slam, un altro appuntamento attende Tsitsipas: la Laver Cup con Novak Djokovic, Rafael Nadal, Andy Murray e soprattutto con Roger Federer.

La Laver Cup e il coaching

“È qualcosa di leggendario.

– ha detto il tennista greco sulla squadra dei sogni – Il team Europa sembra uno scherzo. È un onore farne parte. Non so come stia Roger in questo momento, ma sono felice di vederlo di nuovo in pista. È un privilegio averlo in squadra.

L’esperienza che si vive in quei tre giorni è straordinaria, perché si ha l’opportunità di condividere grandi idee, sia per quanto riguarda il campo sia fuori dal campo". Tsitsipas ha chiuso la conferenza stampa parlando di un tema per lui molto spinoso: il coaching.

Il greco ha tenuto a ribadire che nulla cambia per lui; anzi, potrebbe anche giovarne: "Non cambia nulla, anche se il mio allenatore non è stato discreto come gli altri. Ho ricevuto parecchi warming per il coaching che ho ritenuto ingiusti.

Sono felice che ora è diventata una pratica legale: così non avrò a che fare con arbitri di sedia che sono così severi e vogliono rovinare il gioco”.

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