Annacone rivela come Roger Federer digerisce le sconfitte



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Annacone rivela come Roger Federer digerisce le sconfitte

Manca poco più di un mese al rientro di Roger Federer. L’ex numero 1 del mondo prenderà parte alla Laver Cup, che si svolgerà alla O2 Arena di Londra dal 23 al 25 settembre. Il fenomeno svizzero ha giocato pochissimo nelle ultime due stagioni, complice un infortunio al ginocchio destro aggravatosi dopo gli Australian Open 2020.

Basti pensare che il Re ha disputato appena 13 match ufficiali nel 2021, raccogliendo nove vittorie e quattro sconfitte. La sua ultima apparizione risale a Wimbledon 2021, prima di sottoporsi all’ennesimo intervento al ginocchio.

Il Maestro di Basilea è stato scavalcato da Rafael Nadal e Novak Djokovic nella classifica all-time, con il serbo che gli ha strappato anche il record di settimane in vetta al ranking ATP. Roger chiuderà la sua brevissima stagione all’ATP di Basilea, tornato in calendario dopo che le ultime due edizioni erano state annullate a causa della pandemia.

Ospite nell’ultima edizione del podcast ‘Double Bagel’, Paul Annacone ha ricordato la sua collaborazione con il 20 volte campione Slam. Il coach americano si è soffermato soprattutto sul Roland Garros 2011, in cui Federer raggiunse la finale esprimendo un ottimo tennis.

Annacone elogia Re Roger

“Quell'anno, Roger Federer ha avuto una grande occasione di vincere per la seconda volta il Roland Garros” – ha confidato Annacone, che ha lavorato con il Re dall’estate 2010 alla fine del 2013.

“Ha battuto Novak Djokovic in semifinale grazie ad una prestazione incredibile. Nole non aveva ancora perso un match quell’anno e sembrava imbattibile. In finale contro Rafael Nadal, è andato avanti 5-2 nel primo set e ha avuto un set point.

Ha tentato un drop shot e la palla è uscita di pochissimo. Se avesse vinto quel parziale, non so come sarebbe finita. Nonostante la sconfitta, era orgoglioso di ciò che aveva fatto in quel torneo. Roger è sempre stato bravissimo a ‘staccarsi’ dalle emozioni che prova in campo.

Gli viene naturale. Non cerca scuse per giustificare le sconfitte e non incolpa nessuno. Le elabora in modo salutare e va avanti senza problemi. È anche per questo che ha avuto una carriera così lunga” – ha chiosato Paul.