Mouratoglou esalta Roger Federer: "Il suo tennis è inimitabile"



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Mouratoglou esalta Roger Federer: "Il suo tennis è inimitabile"

Si avvicina a grandi passi il rientro di Roger Federer. L’ex numero 1 del mondo prenderà parte alla Laver Cup, l’esibizione da lui stesso fondata, che si svolgerà alla O2 Arena di Londra dal 23 al 25 settembre.

Il fenomeno svizzero chiuderà la sua brevissima stagione all’ATP di Basilea, tornato in calendario dopo che le ultime due edizioni erano state annullate a causa della pandemia. Un grave infortunio al ginocchio ha pesantemente limitato il Re nelle ultime due stagioni, impedendogli di giocare come e quanto avrebbe voluto.

Basti pensare che il 40enne di Basilea ha disputato appena 13 match ufficiali nel 2021, raccogliendo nove vittorie e quattro sconfitte. Gli ottavi al Roland Garros e i quarti a Wimbledon sono stati i suoi migliori risultati stagionali, un bottino troppo modesto per una leggenda del suo calibro.

Stando alle sue dichiarazioni, il 20 volte campione Slam dovrebbe giocare qualche torneo anche nel 2023. In una recente intervista a ‘Spiegel Online’, Patrick Mouratoglou – coach di Simona Halep – ha speso bellissime parole per Federer.

Mouratoglou rende omaggio a Federer

“Roger Federer è un genio assoluto” – ha esordito Mouratoglou senza giri di parole. “Non ricordo di aver mai visto nessuno giocare a tennis come lui. È un giocatore inimitabile sotto tutti i punti di vista.

Tutto ciò che fa è perfetto” – ha aggiunto. Nel corso di una lunga intervista a ‘Punto de Break’, il noto coach Gabriel Jaramillo ha illustrato come la standardizzazione delle superfici abbia aiutato i Big 3 a restare competitivi.

“Le superfici sono state uniformate intorno alla metà degli anni 2000, proprio quando i Big 3 hanno iniziato a fare capolino. Tale mossa aveva come obiettivo quello di permettere a Federer, Nadal e Djokovic di competere l’uno contro l’altro ogni settimana.

I tre mostri hanno avuto la capacità di trascendere il tennis, riuscendo ad attirare anche spettatori non abituali. I tornei del circuito vivono soprattutto di questo. Se la superficie fosse stata troppo rapida, c’era il rischio di un’uscita prematura di Rafa. Al contrario, se fosse stata troppo lenta, magari Roger sarebbe andato in difficoltà”.