Fritz svela perché non è riuscito a battere Roger Federer, Nadal e Djokovic



by   |  LETTURE 3641

Fritz svela perché non è riuscito a battere Roger Federer, Nadal e Djokovic

I Big 3 hanno monopolizzato il circuito maschile per oltre un decennio e mezzo. Rafael Nadal e Novak Djokovic si sono spartiti i primi tre Slam del 2022, alimentando ulteriormente il loro duello e riaccendendo il dibattito sul GOAT.

Lo spagnolo si è aggiudicato gli Australian Open e il Roland Garros, mentre il serbo ha trionfato a Wimbledon per la settima volta nella sua carriera. Vincendo il suo quarto titolo di fila a Church Road ed eguagliando il suo idolo Pete Sampras, Nole ha risollevato una stagione che rischiava di essere fallimentare.

Il 35enne di Belgrado spera di poter volare negli Stati Uniti per disputare gli US Open e si sta allenando intensamente sul cemento. In caso di assenza del ‘Djoker’, Nadal avrà una ghiottissima chance per allungare ulteriormente nella classifica all-time dei Major.

Più complesso il discorso relativo a Roger Federer, ancora ai box dopo essersi sottoposto all’ennesima operazione al ginocchio destro. Il 40enne svizzero rientrerà alla Laver Cup, in programma alla O2 Arena di Londra dal 23 al 25 settembre.

In conferenza stampa prima del suo esordio a Washington, Taylor Fritz ha spiegato che cosa significa affrontare i Big 3.

Fritz vuole battere i Big 3

“Sono andato vicinissimo a battere Rafael Nadal a Wimbledon, ma mi è mancato qualcosa nel momento decisivo” – ha ammesso Fritz.

“Mi sono tolto parecchie soddisfazioni e ho giocato tante belle partite, ma mai contro Novak Djokovic, Rafael Nadal o Roger Federer. Quando giochi contro i Big 3, c’è un grande ostacolo mentale da superare” – ha aggiunto Taylor.

Nel corso di un’intervista concessa al sito croato ‘Slobodna Dalmacija’, Goran Ivanisevic è tornato sulla decisione di Nole di non vaccinarsi contro il Coronavirus: “Spero che l’obbligo vaccinale venga rimosso dappertutto.

Nonostante il tasso di vaccinazione, continuano ad esserci parecchi contagi in Australia, in Francia e in Inghilterra, ma il numero dei morti è relativamente basso. Le regole sono molto contraddittorie dal mio punto di vista.

Io mi sono sottoposto alla doppia dose, quindi non ho problemi, ma non mi piace per niente il clima che si è creato negli ultimi due anni e mezzo”.