Matteo Berrettini scrive la storia: solo Roger Federer, Djokovic e Murray come lui



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Matteo Berrettini scrive la storia: solo Roger Federer, Djokovic e Murray come lui

Un rendimento semplicemente impressionante sull'erba. Sia in condizioni fisiche difficili che in grande forma, Matteo Berrettini riesce sempre a fare la differenza sulla 'sua' superficie, decisamente quella preferita per i risultati che sta ottenendo dal 2019.

L'azzurro si sta confermando il più forte e sicuramente uno dei migliori complessivamente quando si entra in questa fase centrale della stagione, collezionando vittorie, trionfi e tanto altro. Il 26enne romano ha fatto il pieno a Stoccarda, torneo nel quale è ancora imbattuto visto che ha vinto in entrambe le occasioni in cui ha partecipato, e proverà a fare lo stesso al Queen's, dove ha già conquistato il titolo l'anno scorso.

La vittoria con poche sofferenze ottenuta in semifinale contro l'olandese Botic van de Zandschulp è davvero storica per l'italiano, che ha aggiornato tutti i suoi straordinari numeri: si tratta infatti della nona affermazione di fila al Cinch Championships e del diciannovesimo successo nelle ultime venti partite disputate sull'erba (unica sconfitta nell'atto conclusivo a Wimbledon).

Domenica, contro Filip Krajinovic, sarà la decima finale in carriera di 'The Hammer', che ha un bilancio di sei trionfi e tre delusioni. Fra i plurifinalisti azzurri (superiore a 10), è l'unico ad avere un record in positivo fino a questo momento, meglio anche di Adriano Panatta (26 sfide decisive, ma 10-16 come statistica), Fabio Fognini (9-10), Corrado Barazzutti (5-8) e Paolo Bertolucci (in parità, 6-6).

Matteo raggiunge i grandi

In una speciale classifica, che tiene conto dei giocatori che sono riusciti a conquistare quattro finali consecutive sull'erba, Berrettini ha eguagliato nei tennisti ancora in attività campioni del calibro del serbo Novak Djokovic, del britannico Andy Murray e di Roger Federer: lo svizzero è re indiscusso di questa graduatoria, visto che ha poi allungato la striscia fino a 13 (il periodo è da Halle 2003 fino a Wimbledon 2009).

Allargando il raggio di azione, rientrano nell'elenco anche gli statunitensi Andy Roddick, fermo a 4 come gli altri, e Pete Sampras (5). Dunque, per eguagliare il rendimento dell'americano, l'azzurro dovrebbe arrivare nuovamente in finale a Wimbledon (e sarebbe un nuovo clamoroso risultato, che naturalmente l'atleta spera di ottenere insieme al suo team).