Robredo: "Dobbiamo essere grati a Roger Federer e Rafael Nadal"



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Robredo: "Dobbiamo essere grati a Roger Federer e Rafael Nadal"

Roger Federer vuole regalarsi un ultimo giro di giostra prima di appendere la racchetta al chiodo. L’ex numero 1 del mondo ha faticato moltissimo a trovare la giusta continuità negli ultimi anni due anni, complice un grave infortunio al ginocchio destro.

Basti pensare che il fuoriclasse svizzero ha giocato appena 13 match ufficiali nel 2021, raccogliendo nove vittorie e quattro sconfitte. Wimbledon e le Olimpiadi di Tokyo erano i suoi grandi obiettivi stagionali, ma il Re era troppo lontano dalla miglior condizione per poter incrementare la sua bacheca.

Gli ottavi al Roland Garros e i quarti ai Championships sono stati i suoi migliori risultati, un bottino decisamente troppo magro per una leggenda del suo calibro. Il 20 volte campione Slam, che si è operato al ginocchio per la terza volta in 18 mesi, spera di rientrare alla fine dell’estate o all'inizio dell’autunno.

Per il momento, è stata confermata la sua presenza alla Laver Cup e all’ATP di Basilea. Ai microfoni di ‘AS’, Tommy Robredo – che si è appena ritirato dal tennis – ha speso belle parole per Roger Federer e Rafael Nadal.

Robredo su Federer e Nadal

“Quando ho iniziato a giocare i primi tornei del Grande Slam, prendevi circa 6000 euro se venivi eliminato al primo turno. Adesso ne guadagni 60.000. Questo cambiamento è stato propiziato anche da Roger Federer e Rafael Nadal, che sono riusciti nell’impresa di trascendere il tennis” – ha spiegato Robredo.

“I trionfi di Rafa hanno attirato grandi sponsor in Spagna e hanno favorito la nascita di parecchi tornei. Senza di lui avrei vinto qualche partita in più, ma di certo non avrei avuto la stessa vita. Sono sereno perché so di aver dato il 100%, ed è questa la cosa più importante.

Il futuro del tennis spagnolo? Non è necessario paragonare ogni giocatore a Rafa. Giovani come Carlos Alcaraz, ma anche tennisti esperti come Roberto Bautista Agut e Pablo Carreno Busta, devono pensare soltanto al loro percorso.

Non c’è assolutamente bisogno di caricarli di responsabilità eccessive” – ha aggiunto Tommy.