Gaudenzi e il futuro del tennis dopo l'epoca dei Big 3: "Non ho paura"

Il presidente dell'ATP ha parlato del futuro del tennis ai microfoni di Sky Sport

by Antonio Frappola
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Gaudenzi e il futuro del tennis dopo l'epoca dei Big 3: "Non ho paura"

Nelle ultime settimane, a causa di alcuni comportamenti poco sportivi tenuti dai tennisti in campo, si è riacceso il dibattito sulla condotta che gli atleti dovrebbero seguire durante le partite. A scatenare l’opinione pubblica, nello specifico, sono state le reazioni mostrate nel corso di alcuni importanti tornei da Alexander Zverev, Nick Kyrgios e Jenson Brooksby.

Il tedesco ha completamente perso il controllo ad Acapulco e ha colpito ripetutamente il seggiolone del giudice di sedia Alessandro Germani con la racchetta. Kyrgios e Brooksby, invece, hanno rischiato di colpire due raccattapalle con la racchetta rispettivamente a Indian Wells e Miami.

Andrea Guadenzi sul futuro del tennis

Il presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha parlato proprio di questo delicato argomento. “Ci sono diverse filosofie di pensiero. Qualcuno pensa che anche questa sia una forma di intrattenimento.

Le persone guardavano John McEnroe o Marat Safin anche perché si aspettavano una loro reazione. L’altra filosofia di pensiero considera i tennisti come un esempio da seguire; le persone pensano quindi che debbano seguire un comportamento perfetto.

Io, se devo dire la verità, sono nel mezzo. Ci sono due tipi di esternazioni. Una avviene contro sé stessi, e può essere accettabile. Quando però rischi di ledere uno spettatore, un giudice di linea o un raccattapalle, non è una situazione accettabile.

Dobbiamo essere un esempio. Quando la rabbia è contro te stesso, il discorso è diverso. Non è facile. L’altra cosa importante sulla quale stiamo lavorando è avere un unico codice di condotta tra ATP, WTA e ITF.

La frammentazione crea confusione” . Gaudenzi si è infine soffermato sul futuro del tennis dopo l’epoca segnata dalle imprese di Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal. “La forza del prodotto è legata agli aspetti mentali e tattici del tennis; alla durata incerta delle partite.

La bellezza dell’evento e le personalità dei giocatori sicuramente aiutano. Non ho paura del cambio generazionale. Ovviamente, dobbiamo tantissimo a Roger, Novak e Rafa per quello che fanno fatto negli ultimi venti anni.

Ma sono sicuro che nasceranno altri personaggi che faranno divertire il pubblico. Avevamo paura anche dopo Borg-McEnroe o Sampras-Agassi. Poi guarda chi è arrivato. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro. La debolezza potrebbe essere legata alla governance o alla gestione dei media. Non esiste un ente che controlli il prodotto in maniera totale” .

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