Huber: “Federer e Nadal sempre sportivi e corretti, ma poi diventa noioso…”



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Huber: “Federer e Nadal sempre sportivi e corretti, ma poi diventa noioso…”

Questo primo scorcio di 2022 sta passando regolarmente con i tornei in programma. Nel corso di questi mesi, tuttavia, si sono verificati diversi episodi spiacevoli, antisportivi, che hanno senza dubbio macchiato l’immagine del tennis.

L’ultimo in ordine temporale è quello di Michael Kouame, testa di serie numero 1 del torneo ITF junior di Accra, in Ghana, che al termine della sua sconfitta ha rifilato uno schiaffo al suo avversario Raphael Nii Ankrah.

Salendo a livello ATP, sono ancora vive nella memoria di tutti le immagini di Alexander Zverev che ha colpito ripetutamente la postazione del giudice di sedia nel match di doppio ad Acapulco, ricevendo la squalifica immediata dal torneo.

O ancora, l’accesa diatriba intrapresa da Nick Kyrgios contro Carlos Bernardes nella sfida con Jannik Sinner a Miami. Sempre dal Masters 1000 di scena in Florida è arrivato il brutto gesto di Jenson Brooksby, reo di aver quasi colpito un raccattapalle con la racchetta nel corso della sua partita contro Federico Coria.

Tutti accadimenti che hanno fatto esplodere non poche polemiche, alle quali l’ATP ha deciso di rispondere con i fatti e ha promesso un cambio di registro per punire i gesti antisportivi d’ora in avanti. In merito alla questione, l’ex tennista tedesca Anke Huber si è schierata al fianco di chi ogni tanto “fa rumore” , pur specificando che esiste una riga rossa immaginaria non valicabile da nessuno.

Huber: “A volte bisogna guardare le circostanze…”

In una intervista per Eurosport Germania, l’ex giocatrice Anke Huber – numero 4 del mondo e finalista agli Australian Open nel 1996 – ha detto la sua in merito agli episodi antisportivi andati in scena recentemente nel circuito.

“Con John McEnroe e Jimmy Connors, era abbastanza normale prendersela con l'arbitro. Più tardi abbiamo avuto questa fase con Roger Federer e Rafael Nadal, che si sono sempre comportati in modo sportivo e molto corretto.

Ma se tutti guardano dritto davanti a sé senza fare rumore, diventa noioso. Non penso che le emozioni siano negative, ma non dovrebbero diventare insulse e dovrebbero essere mantenute entro un certo limite. Se diventa troppo, però, non bisogna smontare subito i ragazzi.

Per Alexander Zverev ad Acapulco, è stato estremo, sì. Non è piaciuto a nessuno. Ma per me quella non è la sua vera faccia. Il giorno prima aveva giocato fino alle cinque del mattino. A volte bisogna guardare le circostanze, perché sicuramente era fisicamente piatto, il che non è una scusa” .