Clarey: "Roger Federer risponde a domande sul ritiro dal 2009"



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Clarey: "Roger Federer risponde a domande sul ritiro dal 2009"

Roger Federer spera di tornare in campo alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno, magari proprio alla Laver Cup (che si svolgerà alla O2 Arena di Londra a fine settembre). Gli ultimi due anni sono stati un autentico calvario per il fenomeno svizzero, alle prese con un serio infortunio al ginocchio destro.

L’ex numero 1 del mondo ha disputato la miseria di 13 partite ufficiali nel 2021, raccogliendo nove vittorie e quattro sconfitte. Il 40enne di Basilea non è riuscito ad andare oltre i quarti di finale a Wimbledon, cedendo nettamente a Hubert Hurkacz sul Centre Court.

Qualche settimana più tardi, il 20 volte campione Slam ha annunciato di doversi operare al ginocchio per la terza volta in 18 mesi. Il Re ha dovuto incassare il sorpasso di Rafael Nadal nella classifica all-time dei Major, mentre Novak Djokovic gli ha strappato il record di settimane in vetta al ranking ATP.

Nel corso di una lunga intervista a Tennis Deutschland, Christopher Clarey – noto corrispondente del New York Times – ha parlato di come Federer sia ottimista riguardo al suo rientro.

Re Roger non gioca da Wimbledon 2021

“Roger Federer è una persona ottimista, ha un’energia positiva simile a quella dei bambini piccoli” – ha spiegato Clarey.

“In questo momento, i suoi obiettivi principali sono due: farsi sistemare il ginocchio in modo da avere una vita normale con la sua famiglia e concedersi un ultimo giro di giostra prima del ritiro. Non è un problema per lui rispondere a domande scomode.

La gente gli chiede del ritiro dal 2009, quando ha vinto il Roland Garros e si pensava che non avesse più stimoli. I suoi modelli sono giocatori come Laver, Rosewall e Agassi. Non credo che stia facendo tutto questo solo per giocare qualche partita alla Laver Cup.

Roger è uno a cui piace la competizione” – ha aggiunto. L’ultimo sigillo di Federer in uno Slam risale agli Australian Open 2018, ma tutti gli appassionati hanno ancora nella mente quei due match point sciupati nella finale di Wimbledon 2019.