Corretja: "Roger Federer non può essere escluso dal dibattito sul GOAT"



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Corretja: "Roger Federer non può essere escluso dal dibattito sul GOAT"

Le ultime due stagioni sono state particolarmente complicate per Roger Federer, alle prese con un serio infortunio al ginocchio destro. L’ex numero 1 del mondo ha giocato appena 13 match ufficiali nel 2021, raccogliendo nove vittorie e quattro sconfitte.

Qualche settimana dopo la sconfitta con Hurkacz a Wimbledon, il fuoriclasse svizzero ha annunciato di doversi operare al ginocchio per la terza volta in 18 mesi. Il 20 volte campione Slam si augura di tornare in campo alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno, magari in occasione della Laver Cup (che si svolgerà alla O2 Arena di Londra a fine settembre).

Il 40enne di Basilea ha incassato il sorpasso di Rafael Nadal nella classifica all-time dei Major, mentre Novak Djokovic gli ha strappato il record di settimane in vetta al ranking ATP. Federer è indietro 16-24 negli head-to-head contro Nadal e 23-27 negli scontri diretti con Djokovic.

Nel corso di una lunga intervista al magazine spagnolo ‘Jot Down’, Alex Corretja ha spiegato come Roger non possa essere tagliato fuori dal dibattito sul GOAT.

Corretja difende Roger Federer

“Quando la gente dice che Roger Federer non può essere il migliore della storia perché è indietro negli head-to-head contro Novak Djokovic e Rafael Nadal, lo trovo assurdo” – ha esordito Corretja.

“Il bilancio degli h2h dipende da molteplici fattori, come la superficie e lo stile di gioco. Le caratteristiche di Rafael Nadal hanno sempre fatto male a Roger, dato che lo spagnolo va ad incidere con il suo dritto carico sul rovescio a una mano di Federer.

Il punto di forza di Rafa incontra il punto di relativa debolezza di Roger. Per quanto riguarda gli scontri diretti con Djokovic, c’è da fare un discorso diverso. Il serbo possiede la miglior risposta del tour, il che impedisce a Federer di accorciare la durata degli scambi.

Non è così sorprendente che lo abbia battuto tante volte. È solamente una questione di stili di gioco” – ha analizzato l’ex numero 2 ATP. L’elvetico ha dovuto salutare la Top 10 per la prima volta dal 2017.