Wilander: "Roger Federer, Nadal e Djokovic sono una specie di mostri"



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Wilander: "Roger Federer, Nadal e Djokovic sono una specie di mostri"

Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal hanno monopolizzato il circuito maschile per un decennio e mezzo. Nonostante l’avanzare dell’età e la crescita dei Next Gen, i Big 3 sono riusciti a restare competitivi e ad incrementare le loro bacheche anche dopo aver superato i 30 anni.

Reduce da un lungo stop per infortunio, Rafa ha cominciato il 2022 in maniera a dir poco eccezionale. Il fuoriclasse spagnolo ha vinto gli Australian Open e si è aggiudicato le prime 20 partite disputate quest’anno, facendo meglio di Roger Federer e Pete Sampras in questa particolare statistica.

Una frattura alla costola lo ha pesantemente condizionato durante la finale del Masters 1000 di Indian Wells, in cui si è dovuto arrendere al cospetto di un ottimo Taylor Fritz. Il 2022 è iniziato molto meno bene per Djokovic, che ha giocato pochissimo a causa della sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus.

Ancora più complicata la situazione di Federer, alle prese con la riabilitazione dopo essersi operato per l’ennesima volta al ginocchio destro. Ai microfoni di Eurosport, Mats Wilander ha sottolineato quanto i Big 3 siano stati unici nella storia del tennis.

Lo svedese ha effettuato un parallelismo con Ash Barty, che ha deciso di ritirarsi a 25 anni.

L'analisi di Mats Wilander

“Dobbiamo renderci conto che giocatori come Serena Williams, Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic sono una specie di mostri” – ha esordito Wilander.

“La loro priorità è sempre il tennis, vogliono continuare a migliorare e non ne hanno mai abbastanza. Ash Barty è molto diversa da loro e le sue priorità sono cambiate. Lo scoppio della pandemia ha influito sulla sua decisione, avendo dovuto lasciare l’Australia per 6-7 mesi di fila l’anno scorso.

Non è stato un periodo facile per lei. Il mondo è cambiato rispetto a quando ha vinto il suo primo Slam nel 2019. Ha sempre giocato a tennis per amore, mai per lavoro. Se hai quel tipo di approccio, c’è la possibilità che tu perda interesse ad un certo punto” – ha chiosato Mats.