McEnroe: "L'eleganza di Roger Federer è ineguagliabile"



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McEnroe: "L'eleganza di Roger Federer è ineguagliabile"

Le apparizioni in campo di Roger Federer sono state pochissime negli ultimi due anni. Il fuoriclasse svizzero ha giocato appena 13 match ufficiali nel 2021, raccogliendo nove vittorie e quattro sconfitte. La sua corsa a Wimbledon si è interrotta nei quarti per mano di Hubert Hurkacz, che gli ha persino rifilato un bagel sul Centre Court.

Qualche settimana più tardi, l’ex numero 1 del mondo ha annunciato di doversi operare al ginocchio destro per la terza volta in 18 mesi. L’auspicio dei fan è che il Re possa regalarsi un ultimo giro di giostra prima di appendere la racchetta al chiodo.

Il 20 volte campione Slam ha ripreso da poco ad allenarsi in palestra, ma è ancora impossibilitato a correre. Il 40enne di Basilea spera di poter rientrare nel circuito quest’estate, anche se la sua partecipazione ai Championships è abbastanza improbabile.

Come se non bastasse, Federer è stato superato da Rafael Nadal nella classifica all-time dei Major. Ai microfoni di Eurosport, John McEnroe ha analizzato nel dettaglio le prospettive di Roger.

Il pensiero di John McEnroe

“Si sente la mancanza di Roger Federer, soprattutto durante i grandi eventi del circuito” – ha esordito McEnroe.

“Roger è il giocatore più elegante che abbia mai visto su un campo da tennis. Da appassionato di questo sport, mi piacerebbe rivederlo nel tour ancora per un po’” – ha aggiunto. L’americano è consapevole delle difficoltà dello svizzero: “Per quanto riguarda il futuro, non bisogna dimenticare che Federer ha 40 anni.

Ha subito diversi interventi chirurgici negli ultimi due anni, l’usura è parecchia e non sarà per niente facile tornare ad alti livelli. Ho pensato la stessa cosa quando si è assentato per sei mesi nel 2016, subito dopo aver perso contro Milos Raonic a Wimbledon.

Quasi tutti davano Roger per spacciato, invece lui è rientrato e ha conquistato gli Australian Open. Ha già dimostrato di poter realizzare imprese formidabili, ma questa sarebbe la più incredibile di tutte.

La parabola di Andy Murray ci ha fatto capire quanto sia difficile ritrovare la miglior condizione”.