Jensen: "Federer e Nadal non si sarebbero mai cacciati nella situazione di Djokovic"



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Jensen: "Federer e Nadal non si sarebbero mai cacciati nella situazione di Djokovic"

Benché i numeri siano quasi tutti dalla sua parte, Novak Djokovic è ancora indietro rispetto a Roger Federer e Rafael Nadal in termini di popolarità. Il numero 1 del mondo ha azzerato il gap che lo separava dai suoi eterni rivali nella classifica all-time degli Slam, essendosi reso autore di un 2021 ai limiti della perfezione.

Dopo essersi aggiudicato i primi tre Major della stagione, il fuoriclasse serbo ha raggiunto la finale anche agli US Open. Se avesse trionfato a New York, Nole sarebbe diventato il secondo uomo nell’Era Open dopo Rod Laver a conquistare tutti e quattro gli Slam nello stesso anno.

La tensione e la stanchezza gli hanno impedito di completare l’opera, rendendo il giusto merito alla prestazione di Daniil Medvedev sull’Arthur Ashe Stadium. Federer e Nadal, dal canto loro, sono parsi entrambi molto lontani dai fasti di un tempo.

Il Re si è operato al ginocchio per la terza volta negli ultimi 18 mesi, mentre lo spagnolo ha giocato appena sette tornei ufficiali nel 2021. Ospite nell’ultima edizione del podcast ‘Off The Ball’, Luke Jensen ha espresso un’opinione interessante sui Big 3.

Luke Jensen sui Big 3

“Nessuno immaginava che il Calendar Grand Slam di Rod Laver potesse essere ripetuto, specialmente in un’epoca come questa. Novak Djokovic è arrivato ad una sola vittoria dal completare quest’impresa titanica” – ha dichiarato Jensen.

“La finale degli US Open contro Daniil Medvedev ha avuto un andamento particolare. Non avevo mai visto Nole così in preda alla tensione e così spaventato dalla posta in palio. Il nervosismo lo ha quasi paralizzato, tanto è vero che ha perso molto nettamente.

Gli è venuto da piangere alla fine del match, è stato un momento struggente” – ha continuato. Luke ha parlato anche di Roger Federer e Rafael Nadal: “Federer è il James Bond del tennis.

Lui e Rafa godono di un sostegno da parte dei fan che è molto superiore a quello che viene riservato a Novak. Ciò dipende anche dal loro comportamento fuori dal campo. Federer e Nadal non si sarebbero mai messi nella situazione di Djokovic in Australia”.