Llodra: "Non pensavo che Roger Federer avrebbe avuto una carriera così mostruosa"



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Llodra: "Non pensavo che Roger Federer avrebbe avuto una carriera così mostruosa"

Roger Federer ha confermato recentemente che non prenderà parte agli Australian Open 2022, una notizia che non ha sorpreso né i fan né gli addetti ai lavori. Il fenomeno svizzero ha messo in dubbio anche la sua presenza a Wimbledon, il che ha destato enorme preoccupazione visto che mancano ancora tanti mesi ai Championships.

L’ex numero 1 del mondo ha giocato appena 13 partite ufficiali quest’anno, raccogliendo nove vittorie a fronte di quattro sconfitte. Il suo miglior risultato è giunto proprio sull’erba di Londra, dove si è spinto fino ai quarti grazie ad un tabellone non impossibile.

Qualche settimana dopo la netta sconfitta contro Hurkacz, il 20 volte campione Slam ha annunciato di doversi operare nuovamente al ginocchio destro per via di una ricaduta. Il 40enne di Basilea ha raccontato che potrà tornare a correre all’inizio del 2022, mentre per riprendere la racchetta in mano dovrà attendere la primavera.

Difficilmente lo rivedremo nel circuito ATP prima dell’estate 2022. Nel corso di un’intervista a ‘Télégramme’, l’ex numero 21 ATP Michael Llodra ha ricordato gli inizi della carriera di Re Roger.

Llodra ricorda gli inizi di Re Roger

“Ho avuto la possibilità di affrontare Roger Federer diverse volte quando eravamo giovanissimi. Abbiamo soltanto un anno di differenza, infatti lo conosco da quando avevo 12 anni.

Posso dire che siamo cresciuti insieme” – ha raccontato Llodra. “Ad essere onesto, non pensavo che avrebbe avuto una carriera così mostruosa. Era un giocatore molto brillante fin da ragazzino, si vedeva che aveva un potenziale enorme, ma era impossibile prevedere che sarebbe diventato uno dei migliori di sempre” – ha aggiunto.

Michael è sceso poi nel dettaglio: “Nei primi anni della sua carriera, Roger alternava momenti geniali a numerose intemperanze caratteriali. Non appena è riuscito a sbrogliare quella dicotomia, è diventato un tennista completamente diverso.

La sua facilità di gioco non si può descrivere a parole e tutti i suoi colpi sono assolutamente perfetti”. L’elvetico è uscito dalla Top 10 per la prima volta dal 2017, ma non ha perso quell’ottimismo che lo ha sempre caratterizzato.