Roger Federer: "Fatico a capire se il mio sia stato o meno un buon Wimbledon"



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Roger Federer: "Fatico a capire se il mio sia stato o meno un buon Wimbledon"

Il ritorno di Roger Federer nel circuito non è mai decollato come i fan avrebbero sperato. L’ex numero 1 del mondo ha giocato la miseria di 13 partite ufficiali da marzo fino a Wimbledon, totalizzando un bilancio poco esaltante di nove vittorie e quattro sconfitte.

I migliori risultati li ha ottenuti negli Slam (ottavi al Roland Garros e quarti a Wimbledon), ma si tratta di un bottino decisamente magro per una leggenda del suo calibro. La sua ultima apparizione risale proprio allo Slam londinese, dove è stato travolto nei quarti da Hubert Hurkacz.

Aldilà della sconfitta, ciò che ha colpito tutti è stata l’incapacità di Re Roger di opporre resistenza. Il bagel patito nel terzo set la dice lunghissima sulle condizioni psico-fisiche del Maestro in questo 2021.

Il 40enne di Basilea ha deciso di operarsi per la terza volta al ginocchio destro, nella speranza di regalarsi almeno una passerella conclusiva nella prossima stagione. Si vocifera già di un doppio da sogno con l’amico e rivale Rafael Nadal alla Laver Cup 2022 (che si terrà alla O2 Arena di Londra).

In una lunga intervista concessa a ‘GQ Magazine’, il 20 volte campione Slam ha raccontato le sensazioni vissute a Wimbledon pochi mesi fa.

Re Roger analizza il suo ultimo Wimbledon

“La standing ovation che ho ricevuto quest’anno sul Centre Court è stata a dir poco speciale.

Quando ho lasciato il campo, ho potuto toccare con mano l’amore e il sostegno della gente” – ha confidato Federer. “Ho cercato di allontanarmi il più rapidamente possibile, in modo che Hurkacz avesse il suo meritato spazio per festeggiare.

Ad essere sincero, sono molto felice di aver potuto disputare un altro Wimbledon. Non era così scontato, specialmente dopo il doppio intervento a cui mi ero sottoposto nel 2020. Ovviamente mi sarebbe piaciuto arrivare in condizioni migliori a Londra.

I quarti sono stati un risultato discreto, non bisogna dimenticare che ci sono giocatori che non li hanno mai raggiunti in tutta la loro carriera. Se analizzo gli eventi con lucidità, mi rendo conto di aver fatto un buon torneo” – ha chiosato.