Roger Federer torna su Wimbledon: “L’ovazione dei tifosi è stata molto commovente”



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Roger Federer torna su Wimbledon: “L’ovazione dei tifosi è stata molto commovente”

Mantenere lo stesso tenore di risultati in un circuito Atp sempre in piena evoluzione e per un periodo di tempo molto lungo è un compito davvero molto difficile da portare a termine, anche se sei Roger Federer. La sua voglia di giocare a tennis negli ultimi anni è stata più volte frenata da problemi fisici, che lo hanno impedito di competere al massimo negli appuntamenti Slam e di superare quota 20 nei titoli Major.

Il cuore e la determinazione però non si sono ancora arresi e lo svizzero è pronto a darsi altre chances di raggiungere risultati importanti nella prossima stagione, quando avrà recuperato con calma e a pieno dall’infortunio al ginocchio (al quale si è operato).

Il nativo di Basilea, in una recente intervista rilasciata a GQ Magazine, è tornato a parlare dell’edizione 2021 di Wimbledon e della sconfitta subita ai quarti di finale contro Hubert Hurkacz, che gli ha servito anche un 6-0 nel terzo e ultimo set.

Roger ritorna a parlare di Londra

Per il 40enne è difficili dimenticare quanto accaduto a Londra: nelle sue dichiarazioni ha voluto concentrarsi specialmente sugli aspetti positivi, che gli hanno dato anche tanta emozione: “Ho passato un anno e mezzo molto difficile, dovuto alla lenta riabilitazione, e non sono arrivato sull’erba di Wimbledon come sognavo.

Ma se ci penso, sono arrivato fino ai quarti. Penso sia stato un buon torneo in realtà e l'ovazione che i tifosi mi hanno fatto a fine partita è stata davvero commovente” ha sottolineato. Poi ha aggiunto: “Quello stop mi ha ferito molto, è stato un misto di delusione, rabbia per quello che avrei dovuto fare, non solo nel gioco, ma negli ultimi sei mesi.

Credo che uno dei miei grandi punti di forza sia quello di ricostruirmi dopo cose del genere, di rivalutare la situazione e valutare il positivo che si può estrarre” . “Non posso credere di avere 40 anni.

La grande differenza rispetto a quando ne avevo 20 è che ora i dolori durano giorni, settimane o mesi, il che ti rallenta molto in termini di ritmo competitivo. Devi ascoltare molto il tuo corpo, ma mi diverto a sviluppare strategie per stare di più sul circuito Atp" ha concluso Federer.