Roger Federer: "Mi trovavo a Shanghai quando è nata l'idea della Laver Cup"



by   |  LETTURE 4224

Roger Federer: "Mi trovavo a Shanghai quando è nata l'idea della Laver Cup"

Contrariamente alle previsioni della vigilia, Roger Federer è volato a Boston per assistere all’edizione 2021 della Laver Cup e sostenere il Team Europe. La selezione guidata da Bjorn Borg ha portato a casa tutte e tre le passate edizioni, grazie anche alla presenza dei Big 3.

Il campione svizzero è finito nuovamente sotto i ferri per via di una ricaduta al ginocchio destro, che gli ha impedito di continuare la stagione dopo i quarti raggiunti a Wimbledon. L’ex numero 1 del mondo ha giocato la miseria di 13 partite ufficiali quest’anno, con un bilancio non proprio esaltante di nove vittorie a fronte di quattro sconfitte.

I suoi innumerevoli adepti sperano che il loro beniamino possa concedersi almeno una passerella conclusiva nel 2022, ma al momento non vi sono garanzie al riguardo. Federer e il suo manager Tony Godsick hanno creato la Laver Cup nel 2017, con l’intento di emulare parzialmente la Ryder Cup di golf.

L’evento è entrato a far parte del calendario ATP nel 2019 e la sua popolarità non smette di crescere.

Federer spiega com'è nata la Laver Cup

“Per me l’eredità è davvero importante, dico sul serio.

Il tennis ha una storia veramente ricca e Rod Laver è stato un eroe per la maggior parte di noi. Anche i nostri capitani, Bjorn Borg e John McEnroe, sono stati due fenomeni assoluti che hanno vinto un gran numero di Slam durante le loro strepitose carriere” – ha detto Re Roger in un’intervista alla CNBC.

Laver è stato l’ultimo uomo in grado di completare il Grande Slam nell’Era Open, visto che il tentativo di Novak Djokovic è fallito ad un passo dal traguardo. “Rod Laver ha contribuito anche alla transizione dallo sport amatoriale a quello professionistico, un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato.

Ricordo che io e Tony eravamo a Shanghai e ci è venuta in mente l’idea di una kermesse che potesse riunire i veterani e i giovani in rampa di lancio. La presenza di John e Bjorn era utile per avere un punto di riferimento durante i match” – ha aggiunto Federer.