Ljubicic su Berrettini: "Come lui avevo conosciuto solo Roger Federer"



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Ljubicic su Berrettini: "Come lui avevo conosciuto solo Roger Federer"

Matteo Berrettini ha raggiunto la top 10 il 28 ottobre 2019 e ancora oggi fa parte della ristretta cerchia di tennisti capaci di militare in quella porzione di ranking che in molti sognano. Il romano sta vivendo probabilmente la migliore stagione della sua carriera.

Il suo 2021 è iniziato con la finale conquistata all’ATP Cup gli ottavi di finale agguantati agli Australian Open; ottavi che non ha potuto disputare a causa di un infortunio alla parte alta degli addominali.

Dopo aver vinto il titolo al torneo ATP 250 di Belgrado 1, Berrettini ha giocato la finale del Masters 1000 di Madrid, dove ha perso in tre set contro Alexander Zverev, e si è spinto fino ai quarti di finale al Roland Garros.

L’estate londinese ha successivamente regalato grandi gioie al numero uno azzurro, che ha fatto suo il prestigioso torneo del Queen’s ed è diventato il primo italiano a prendere parte alla finale di Wimbledon.

Come successo nel corso del secondo e terzo Slam dell’anno, Berrettini è stato fermato da Novak Djokovic anche agli US Open.

Ljubicic: "Berrettini come Federer. Fa solo le cose giuste"

In un’intervista rilasciata al Messaggero, Ivan Ljubicic ha voluto elogiare la crescita del giocatore classe 1996.

"Parliamo di un ragazzo eccezionale, anche per la capacità e la profondità che ha di discutere le cose. Come lui avevo conosciuto solo Roger Federer, è perfetto, fa solo le cose giuste" , ha dichiarato l'allenatore croato.

"È interessante vedere se i tre mostri vinceranno ancora o se si fermeranno a quota 20 Slam. Io credo che saranno ancora competitivi. Berrettini è nel gruppo dei giovani che stanno diventando sempre più forti e consapevoli, insieme a Zverev, Medvedev, Tsitsipas, Rublev.

Per Berrettini questo è stato il primo anno ad altissimo livello. Se guardi servizio e dritto che fanno paura, gli manca qualcosina a livello di rovescio e può muoversi meglio. Gli mancano match importanti nei grandi tornei, ancora un po’ d’esperienza.

Il nome di Sinner è a detta di tutti tra i candidati a vincere gli Slam del futuro, da Musetti mi aspettavo forse qualcosa di più in proporzione allo stesso Sinner, ma il talento c’è, evidentemente ha diversi tempi di crescita.

E poi c’è Sonego, che mi piace tantissimo per come sta in campo e per l’energia che ci mette" .