Roddick: "Sono geloso di Roger Federer, ma non per via del suo successo"



by   |  LETTURE 15382

Roddick: "Sono geloso di Roger Federer, ma non per via del suo successo"

La longevità ha permesso a Roger Federer di diventare un esempio anche per i colleghi di altre discipline. Il fenomeno svizzero si è distinto per il suo comportamento ineccepibile dentro e fuori dal campo, avendo contribuito a diffondere la popolarità del tennis in ogni angolo del globo.

Il 20 volte campione Slam ha vissuto un periodo complicato negli ultimi due anni, non essendo riuscito a giocare con continuità per via dei ripetuti problemi fisici. Quelli al ginocchio lo hanno quasi obbligato al ritiro, un’ipotesi che il Re ha sempre deciso di scartare fermamente.

Nemmeno l’ultima ricaduta durante la stagione su erba ha attenuato l’amore di Roger per il tennis, inducendolo a sottoporsi alla terza operazione nell’ultimo anno e mezzo. La speranza è di rivederlo in azione nel 2022, in modo da chiudere degnamente una carriera quasi irripetibile.

All’interno del documentario ‘UNTOLD: Breaking Point’, incentrato sulla carriera di Mardy Fish e disponibile su Netflix, l’ex numero 1 ATP Andy Roddick ha sottolineato come Federer sia stato il principale motivo che ha impedito ai giocatori americani di vincere quanto avrebbero meritato.

Roddick rende omaggio a Roger Federer

“Il Roger Federer dei tempi d’oro era il miglior giocatore in assoluto sia sul piano difensivo che su quello offensivo. Era letteralmente impossibile trovare un pertugio per fargli male” – ha spiegato ‘A-Rod’.

“Stiamo parlando di uno degli atleti più amati di sempre a livello universale. Parla una marea di lingue, i suoi capelli sono sempre in ordine e non gli cade una goccia di sudore mentre gioca. Non sono mai stato geloso del suo successo.

Sono sorpreso ancora oggi della facilità con cui è in grado di gestire il peso derivante dal suo status di GOAT” – ha aggiunto. La successiva esplosione di Rafael Nadal e Novak Djokovic non ha certo agevolato gli altri tennisti.

“Era diventato uno sforzo gigantesco cercare di battere quei tre fenomeni. Questo concetto vale pure oggi, anche se in misura inferiore. Noi giocatori americani abbiamo ricevuto tantissime critiche in quel periodo. Tuttavia, mio padre mi ha instillato la mentalità militare secondo cui - quando prendi un cazzotto sul mento - devi sempre rialzarti. L’ho dovuto fare parecchie volte durante la mia carriera” – ha ammesso Roddick.