Rune: "Quando ho capito che urlavano il mio nome mi sono sentito come Federer"



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Rune: "Quando ho capito che urlavano il mio nome mi sono sentito come Federer"

Gli US Open 2021 hanno messo in luce il talento – tra gli altri – del diciottenne Holger Rune. Il giovane astro nascente è noto soprattutto per aver affrontato e strappato un set al numero 1 del mondo Novak Djokovic, impressionando non poco il pubblico newyorkese.

Lui che questo match lo sognava e che, quando ha saputo di doverlo disputare per davvero, neanche ci voleva credere. Rune è arrivato al grande appuntamento superando i turni di qualificazione, i suoi primi in assoluto a Flushing Meadows.

E ci è arrivato con piena consapevolezza dei suoi mezzi, tant’è che ha saputo conquistarsi il tifo di gran parte dell’Arthur Ashe sebbene i riflettori fossero puntati esclusivamente sul campione serbo.

Il danese ha raccontato le sue sensazioni al sentir gridare anche il suo di nome dagli spalti in una puntata del blog creato dalla ITF.

Rune: "Mi sono sentito come Federer, da pelle d’oca"

Che le doti tennistiche di Holger Rune fossero valide lo si era già capito dal suo trionfo al Roland Garros juniores del 2019.

Quest’anno la conquista a metà agosto dei due Atp Challenger consecutivi a San Marino e a Verona ne ha dato conferma. Rune che non ha perso occasione di dimostrarlo pure su un grande palcoscenico come gli US Open e contro il più forte del mondo.

Il pubblico dell’Arthur Ashe ha visto il suo talento e non ha potuto fare a meno di supportarlo: "Tutti tifavano per me, la gente gridava il mio nome. In quel momento non sapevo cosa stessero dicendo, ma quando l'ho capito mi ha reso così felice che mi sono sentito quasi come Federer in campo.

Mi viene la pelle d'oca a scriverne. Non è facile affrontare Djokovic, tutto quello che potevo fare era combattere. Ho perso il primo set 6-1, ma ho sentito che dovevo continuare a giocare il mio gioco, perché non pensavo di essere così male come indicava il punteggio.

Avevo ragione: ho vinto il secondo set 7-6. L'energia e il sostegno che ha provocato è stato incredibile. Tuttavia, nel terzo set ho avuto crampi, qualcosa che era un problema all'inizio dell'anno, ma che sono stato in grado di risolvere dopo aver trovato il giusto equilibrio tra sale e magnesio con la mia squadra.

Forse tutta la tensione pre-partita e il semplice fatto di affrontare Djokovic hanno reso i miei muscoli ancora più tesi. Inoltre, Novak gioca così vicino alle linee che ho dovuto correre più del solito.

Nonostante la sconfitta, ho imparato molto da quella partita e c'è molto che voglio migliorare nel mio tennis" Archiviato quello che Rune chiama un "piccolo assaggio di paradiso" in quel di New York, è il momento di guardare al futuro: "Il mio viaggio a New York mi ha ispirato – ha concluso il danese −.

Dico sempre che se sei serio riguardo ai tuoi obiettivi e se i tuoi sogni non sono un cliché, allora metterai la tua vita e la tua anima per arrivare dove vuoi essere. Questo è esattamente quello che voglio fare.

Ho avuto un piccolo assaggio di paradiso a New York, ma ora sono tornato sulla terra e intendo continuare il mio sviluppo passo dopo passo. Amo il tennis, amo la vita e amo il mio viaggio"