McEnroe: "Io non ho mai amato il tennis al pari di Roger Federer"



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McEnroe: "Io non ho mai amato il tennis al pari di Roger Federer"

I Big 3 sono stati i grandi dominatori del circuito maschile nell’ultimo decennio e mezzo, avendo accresciuto la popolarità del tennis fino a livelli mai esplorati in precedenza. Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic sono attualmente appaiati a quota 20 Slam ciascuno, ma il fenomeno serbo è il maggiore indiziato a realizzare l’allungo.

Oltre ad essersi aggiudicato otto degli ultimi dodici Major disputati, il numero 1 del mondo ha appena raggiunto la semifinale degli US Open e punta a completare il ‘Calendar Grand Slam’. Roger e Rafa sono ben lontani dai fasti di un tempo, sia per ragioni di natura fisica che anagrafiche.

Lo svizzero ha appena iniziato la riabilitazione dopo essersi operato per la terza volta al ginocchio destro, mentre lo spagnolo ha chiuso anzitempo la sua stagione per via di un problema al piede. In una recente intervista concessa a ‘GQ’, il leggendario John McEnroe – che ha collezionato la bellezza di 155 trofei fra singolare e doppio – ha espresso il rimpianto di non essersi goduto il suo periodo da giocatore come hanno fatto i Big 3.

McEnroe svela i suoi grandi rimpianti

“Se mi sarebbe piaciuto amare il tennis tanto quanto lo adora Roger Federer? Assolutamente sì, ma non ho idea di come faccia. È davvero pazzesco. Quando penso a giocatori come Jimmy Connors, ma anche Rafael Nadal e Novak Djokovic, mi rendo conto di non essere stato perfetto dal punto di vista della dedizione.

Mi sono impegnato abbastanza duramente, ma rispetto a loro sembra che io non abbia fatto nulla. Ci sono sempre delle cose che avresti potuto fare meglio. Vorrei aver affrontato delle situazioni in maniera diversa, ma ho comunque utilizzato quelle esperienze per crescere.

Ritengo di essere migliore come persona oggi” – ha ammesso il sette volte campione Slam. McEnroe ha ricordato anche le sue celebri sfuriate in campo: “Tutti hanno paura di fallire. Nei momenti in cui sentivo di stare per crollare, era più semplice nascondersi dietro la rabbia.

Non è l’unico motivo, ovviamente. Ci sono state delle volte in cui ero sinceramente arrabbiatissimo, mentre in altre occasioni ho volutamente esagerato”.