Opelka sulla Laver Cup: “Roger Federer ha costruito l’evento dei sogni”



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Opelka sulla Laver Cup: “Roger Federer ha costruito l’evento dei sogni”

211 cm di altezza e un servizio potentissimo che ha messo in difficoltà tutti i giocatori del circuito Atp, senza dimenticare le sue abilità nel dritto e a rete. Con queste caratteristiche Reilly Opelka è riuscito nell’intento di diventare un tennista temibile da tutti in qualsiasi torneo, anche in doppio (la dimostrazione è il trionfo ad Atlanta con un giovanissimo talento azzurro, Jannik Sinner).

Per il gigante statunitense è arrivata alla fine la chiamata per far parte del team “Resto del mondo” e partecipare all’edizione 2021 della Laver Cup, dopo le ultime buonissime prestazioni, fra cui si rileva la finale raggiunta, poi persa contro il russo Daniil Medvedev, al Master 1000 di Toronto.

Opelka elogia la Laver Cup

Il nome della competizione, non a caso, deriva dall’australiano Rod Laver, una leggenda nel tennis per aver completato due volte il ‘Grande Slam’ e su questo particolare si è proprio soffermato l’americano, in un’intervista riportata anche da Sportskeeda: “Tutto ciò su cui Rod ha il suo nome, Roger Federer (ideatore insieme al suo manager Tony Godsick) ha il suo nome, è un grande onore.

"Hanno fatto un lavoro incredibile nel renderlo così speciale. Non ci sono molte manifestazioni di squadra nel mondo. Hanno capitalizzato su tutto e costruito l'evento dei sogni. Chi non vorrebbe esserci?" ha affermato.

Al 24enne del Michigan è stato anche domandato come si migliora la forza mentale: "Proviene da quando sei stufo di perdere al terzo set in grandi partite. Non puoi continuare a fare le cose allo stesso modo, perché otterresti lo stesso risultato.

Tutto deriva dall'averlo affrontato, tipo, un momento prima”. Ha proseguito, dichiarando: “Non è sempre stato così facile, ma avrei dovuto perdere molte sfide difficili, imparare tante lezioni e affrontare diverse avversità per imparare a gestire meglio quei momenti.

È davvero l’unico modo" Riferimenti anche a due campioni come Federer e Nadal: “Ci sono alcune persone che sono nate con la capacità di affrontare i momenti complicati e di uscirne vincitori.

Roger ha fatto grandi cose e anche Rafa. Ma ci sono solo due, tre persone così. Ma bisogna sempre imparare dai duri, sfortunatamente. Possiamo chiamarli le brutte sconfitte o i rubacuori, ma questo è ciò che rende i giocatori migliori" ha concluso Opelka, che adesso si dovrà concentrare sugli Us Open, prima di pensare alla Laver Cup che si disputerà a Boston dal 24 al 26 settembre.