Panatta da brividi: "Resterai per sempre Federer, quello che gioca come nessun altro"



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Panatta da brividi: "Resterai per sempre Federer, quello che gioca come nessun altro"

Oggi compie 40 anni uno dei giocatori più forti e amati della storia del tennis. Roger Federer non ha avuto solo il merito di vincere 20 Slam, 28 Masters 1000, e 6 ATP Finals, per un totale di 103 tornei. Federer ha avuto soprattutto il merito di aver deliziato tutti gli appassionati di questo meraviglioso sport giocando un tennis sublime, inimitabile, a tratti difficile anche solo da immaginare.

Il campione svizzero ha lasciato un segno destinato a non sbiadire mai, nemmeno quando arriverà il giorno di dire basta.

Panatta scrive a Federer: "Hai sempre avuto qualcosa di diverso"

Adriano Panatta ha voluto omaggiare Federer con una meravigliosa lettera pubblicata dal quotidiano “La Gazzetta dello Sport” .

"Caro Roger, prima di tutto auguri, doverosi, per i 40 anni. Non ricordo di preciso quando ti ho visto giocare la prima volta, ma ho bene in mente l’impressione che mi avevi suscitato: eri poco più che un ragazzino, ma avevi qualcosa di diverso rispetto agli altri.

Sarà stata l’eleganza dei colpi, la grazia nei movimenti: eri speciale. E infatti – non era difficile prevederlo – sei diventato quello che sei diventato: un giocatore unico, inimitabile, forse il più forte, sicuramente quello che gioca meglio.

E il motivo per cui affermo ciò è semplice: Federer, tu fai delle cose che gli altri non fanno. Attenzione, non sto dicendo che gli altri due big non siano grandi campioni: la voglia di lottare di Nadal o la difesa di Djokovic sono eccezionali, ma Roger, anche quando perde, tira sempre fuori quei due o tre colpi che non si possono fare.

Ma non è solo la tecnica che lo rende unico. Lui è un ragazzo eccezionale, educato, modesto. Roger e Nadal hanno un grande merito: hanno reso più popolare il tennis, ne hanno mostrato il lato più bello.

Ricordo che una sera a Roma, durante gli Internazionali d’Italia del 2009, abbiamo mangiato una carbonara assieme a Trastevere. A un certo punto lui mi disse: 'Adriano, scambierei con te alcuni miei successi a Wimbledon con il tuo Roland Garros' .

La mia risposta: 'Anche io…' . Lui aveva già vinto cinque volte a Londra, figuriamoci…Quella cena gli portò fortuna: un mese dopo vinse Parigi conquistando tutti i titoli del Grande Slam, seppur in anni diversi, come merita.

In tanti mi chiedono se in futuro ci saranno giocatori simili a Federer. Non credo. Anche perché il prototipo del giocatore moderno è diverso. Roger deve smettere quando se la sente, senza farsi condizionare. Resterà per sempre Federer, quello che gioca come nessun altro" .