Roger Federer: "Le Olimpiadi di Sydney 2000 mi hanno cambiato la vita"



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Roger Federer: "Le Olimpiadi di Sydney 2000 mi hanno cambiato la vita"

Roger Federer ha deciso di non partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, che sarebbero state le ultime della sua straordinaria carriera. Una ricaduta al ginocchio e le rigide misure imposte dagli organizzatori sono i motivi che hanno indotto lo svizzero ad abbandonare il sogno di vincere l’oro in singolare.

L’ex numero 1 del mondo non è riuscito ad andare oltre i quarti a Wimbledon, dove è stato sconfitto nei quarti da uno scatenato Hubert Hurkacz. I tifosi auspicavano che Re Roger si sarebbe recato in Giappone, ma l’elvetico non ha voluto rischiare preferendo staccare dal tennis per qualche settimana.

Non è ancora chiaro quando rivedremo in campo il 39enne di Basilea, che aveva espresso il desiderio di tornare a giocare entro la fine dell’estate. Il 20 volte campione Slam risulta iscritto al Masters 1000 di Toronto, ma non è detto che volerà in Canada fra poco più di una settimana.

Nel corso di una recente intervista per il sito dell’ITF, Federer ha ricordato i suoi momenti più belli ai Giochi Olimpici.

Federer ha vinto l'argento a Londra 2012

Il Maestro ha conquistato l’argento a Londra nel 2012: “Per me è stato fondamentale il match contro John Isner nei quarti.

È stato un sollievo enorme per me vincere quella partita, visto che mi garantiva due chance di aggiudicarmi una medaglia in singolare. Quando sono entrato in campo contro Juan Martin del Potro per la semifinale, ero davvero super emozionato.

La ricordo come una giornata bellissima, c’era un’atmosfera fantastica, è stata sicuramente una delle vittorie più emozionanti di tutta la mia carriera. Dopo aver perso la finale contro Andy Murray, non sapevo se guardare il bicchiere mezzo pieno o quello mezzo vuoto.

Quando ho visto Delpo così felice per il bronzo, mi sono convinto che dovevo essere fiero di aver aiutato la Svizzera”. Le Olimpiadi del 2000 sono quelle che gli hanno cambiato la vita: “Mirka perse al primo turno contro Dementieva a Sydney.

Io ero l’unico giocatore svizzero, dato che Marc Rosset si era ritirato. Le sconfitte contro Haas e Di Pasquale non furono semplici da digerire, ma Mirka è rimasta lì per sostenermi. È stato allora che ci siamo resi conto che la nostra era più di un’amicizia”.