Forget: "Roger Federer non poteva giocare contro Matteo Berrettini a Parigi"



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Forget: "Roger Federer non poteva giocare contro Matteo Berrettini a Parigi"

Roger Federer ha disputato pochissimi match da quando ha fatto il suo ritorno in campo lo scorzo marzo. Dopo essersi sottoposto a ben due interventi al ginocchio destro nel 2020, il fuoriclasse svizzero ha faticato più del previsto a mettere partite nelle gambe.

L’ex numero 1 del mondo è rientrato a Doha per testare la sua condizione, uscendo di scena nei quarti di finale per mano di Nikoloz Basilashvili. Non ha avuto grande fortuna neppure a Ginevra, dove è stato eliminato addirittura all’esordio da un incredulo Pablo Andujar.

Al Roland Garros erano arrivati i primi timidi segnali di ripresa, con Re Roger capace di spingersi fino agli ottavi grazie anche ad un tabellone non impossibile. Prima di scendere in campo contro Matteo Berrettini, il 20 volte campione Slam ha però annunciato il suo ritiro a scopo precauzionale.

L’obiettivo di salvaguardare la stagione su erba lo ha indotto a non spremere troppo il suo fisico, ma gli ha attirato anche diverse critiche in quei giorni. A distanza di un mese e mezzo, il direttore del French Open Guy Forget ha difeso quella controversa scelta del Maestro di Basilea.

Forget torna sul controverso ritiro di Roger Federer

“Ho visto tutti i commenti che sono stati fatti nelle ore successive all’annuncio del suo ritiro. Si è scatenato un astio del tutto ingiustificato e vile nei confronti di Roger Federer.

Si è dovuto ritirare, cosa che non aveva mai fatto prima in uno Slam” – ha raccontato Forget ai microfoni de ‘L’Equipe’. Guy è sceso poi nel dettaglio: “Chi afferma che sia stata una mancanza di rispetto verso il torneo, non sa di cosa parla.

Il giorno successivo al suo ritiro si è presentato dai medici, ha incontrato il giudice arbitro e ha firmato un documento, in cui era indicato che il ginocchio rappresentava il motivo del suo forfait. La verità è che Roger non era in grado di scendere in campo contro Berrettini. Il Roland Garros era una tappa di avvicinamento a Wimbledon per lui, non aveva altra scelta se non ritirarsi”.