Wilander: "Roger Federer aveva un pessimo linguaggio del corpo ad Halle"



by   |  LETTURE 9320

Wilander: "Roger Federer aveva un pessimo linguaggio del corpo ad Halle"

La stagione sull’erba non è certo iniziata nel migliore dei modi per Roger Federer, uscito di scena al secondo turno in quel di Halle. Era addirittura dal lontano 2001 che il fuoriclasse svizzero non abbandonava il torneo tedesco prima dei quarti di finale.

La disfatta per mano di Felix Auger-Aliassime ha evidenziato segnali allarmanti a meno di una settimana da Wimbledon, che rappresenta il grande obiettivo della sua stagione insieme alle Olimpiadi di Tokyo. Come se non bastasse, l’ex numero 1 del mondo si è presentato con due ore di ritardo in conferenza stampa, spiegando di aver bisogno di digerire l’andamento del terzo set prima di parlare con i media.

Il 39enne di Basilea sarà testa di serie numero 7 ai Championships, che prenderanno il via lunedì prossimo dopo la cancellazione dello scorso anno (dovuta alla pandemia globale). In molti si chiedono se sarà la sua ultima recita a Church Road, dove proverà ad aggiudicarsi il nono trofeo della sua impareggiabile carriera.

Parlando su Eurosport, Alex Corretja e Mats Wilander si sono detti preoccupati per il linguaggio del corpo manifestato dall’elvetico.

Wilander: "Tanti giocatori possono battere Federer ora"

“Il mio timore principale è che non si senta ancora sicuro al 100% dal punto di vista fisico” – ha dichiarato Corretja.

“Ha bisogno di una prima settimana molto convincente a Wimbledon, così da ottenere il ritmo necessario per giocare al 100% nei turni decisivi. In quel caso diventerebbe pericoloso, ma ci sono tanti giocatori che possono fargli male in questo momento.

Negli anni passati, invece, erano soltanto due o tre i rivali che potevano batterlo” – ha aggiunto lo spagnolo. Wilander si è soffermato sull’atteggiamento di Roger Federer: “Avevo visto quel linguaggio del corpo soltanto una volta contro Gustavo Kuerten al Roland Garros.

Il fatto che abbia puntato il dito contro se stesso non è un segnale positivo. Quel linguaggio del corpo alimenta la fiducia dei suoi avversari, perché sembrava che non avesse voglia di lottare fino alla fine. Un ragazzo di 21 anni è disposto a stare in campo 5 ore pur di battere Federer”.